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(Fonte: http://www.larena.it/)

Baccchetta magica del sindaco e la moschea diventa circolo

CASALEONE. Il divieto di usare l'edificio di via Menago come luogo di culto rimane ma ora ci si può pregare da privati.


Ambrosi: «Impedire di professare la religione è anti costituzionale e crea disordini» L'opposizione: «Grave decisione con risvolti penali: la legge va rispettata da tutti»

5-8-2010 - Casaleone. Se la moschea, in quanto tale, è abusiva, la si trasforma in un circolo privato. È questo l'uovo di Colombo che ha trovato il sindaco Gabriele Ambrosi per consentire ai musulmani di continuare a pregare ed incontrarsi nell'immobile di proprietà dell'associazione «Mediterranea Onlus» in via Menago 28. Il tutto, naturalmente, in attesa di trovare una soluzione definitiva per uno stabile che è catalogato non come luogo di culto ma come edificio rurale e artigianale. Difatti proprio per questo sull'immobile adibito a ritrovo della comunità islamica grava l'ordinanza dell'ufficio tecnico comunale che impedisce di usarlo come «chiesa». Il sindaco, però, non ha affatto pensato di revocare l'ordinanza poiché «legittima e valida dal punto di vista urbanistico-edilizio». Ha solo «trasformato» i locali di via Menago in circolo privato. Tutto ciò perché «impedire di frequentare lo stabile per pregare poteva creare problemi di ordine pubblico», ha detto Ambrosi. Il quale ha perciò concesso un'autorizzazione transitoria, ricorrendo ad un escamotage che consente ai fedeli di Allah di incontrarsi in via Menago, pur con l'ordinanza in vigore.


Il documento studiato dal sindaco con la Giunta e i tecnici comunali darà perciò la possibilità ai membri dell'associazione di utilizzare l'immobile di via Menago sottostando però ad alcune regole: «Potranno accedere al fabbricato solo i soci regolarmente iscritti all'associazione il cui elenco deve essere disponibile al personale ispettivo della polizia locale e ai carabinieri di Sanguinetto; le riunioni potranno essere tenute esclusivamente nelle porzioni di fabbricato dove non sono in corso lavori edilizi; potranno accedere contemporaneamente nel fabbricato il numero massimo di 99 persone».


Una decisione orginale, quella di Ambrosi, almeno rispetto alle posizioni molte volte ostruzionistiche tenute in altri Comuni nei confronti delle moschee. Il primo cittadino ha, al contrario, teso la mano e instaurato un dialogo con l'associazione. «Stando agli articoli 3 ed 8 della nostra Costituzione e all'articolo 9 della Convenzione per la salvaguardia dei diritti dell'uomo e delle libertà fondamentali che danno ad ogni persona la facoltà di poter manifestare liberamente la propria religione», spiega il primo cittadino, «c'era anche la possibilità che fossi accusato in sede giudiziaria di abuso di potere. Viviamo in un mondo dove la globalizzazione è realtà. A Casaleone, su 6.000 abitanti il 10 per cento è d'origine straniera: sarebbe insensato ignorarlo. Parliamo di regolari, con una casa e un lavoro, che mandano i figli nelle nostre scuole e non hanno mai dato nessun problema, come hanno riscontrato anche le forze dell'ordine durante i loro sopralluoghi».


La soluzione trovata dall'amministrazione è stata ben accolta dalla «Mediterranea Onlus». «Il sindaco ha dimostrato di essere sensibile all'argomento e l'autorizzazione provvisoria è un segnale positivo», spiega Gabriele Graziani, legale difensore dell'associazione. «Ci riserviamo comunque di presentare entro 60 giorni un ricorso al Tar sull'ordinanza dell'ufficio tecnico. L'immobile è di proprietà dell'associazione e la parte in cui non vengono eseguiti lavori di ristrutturazione, dovrebbe restare agibile in ogni caso».
Il gruppo della Lega Nord, all'opposizione in consiglio comunale, annuncia però battaglia sul provvedimento. «Il sindaco ha concesso l'autorizzazione ai soci di Mediterranea di pregare, ignorando quanto disposto dall'ordinanza dell'ufficio tecnico», dice il consigliere Maurizio Lorenzetti, «mentre dovrebbe far rispettare agli islamici le stesse regole che valgono per tutti i cittadini. Si assuma la responsabilità penale della decisione, che viola palesemente l'ordinanza e disconosce l'operato dei tecnici. Gli islamici non possono e non devono contravvenire alla regole del nostro ordinamento giudiziario».

(Fonte: http://www.larena.it/)

 

Case sott'acqua e campi inondati si contano i danni del diluvio d'agosto

NOGARA - GAZZO - CASALEONE - SANGUINETTO. Il nubifragio che ha investito l'intera provincia ha colpito particolarmente duro nella Bassa
Negli scantinati la melma ha raggiunto il metro di altezza. Un disastro anche a Bionde e a Villafranca

15/08/2010 - Il violento nubifragio che ha investito tutta la provincia ha messo in ginocchio una vasta area che comprende i Comuni di Nogara, Gazzo, Sanguinetto e Casaleone. Interessata anche la frazione Bionde di Salizzole, che è stata sommersa da almeno 60 centimetri di acqua. Problemi anche nella zona di Villafranca, in particolare nella zona di Pizzoletta, che ancora una volta è andata sott'acqua, e nell'erogazione dell'energia elettrica, più volte sospesa attorno alle ore 20.


La pioggia ha iniziato a cadere poco dopo le 13 di ieri trasformandosi in pochi minuti in un vero e proprio diluvio. I fossati si sono rapidamente ingrossati fino a straripare, allagando le strade, trasformate in torrenti di acqua e fango, che si sono riversati inesorabilmente in abitazioni e scantinati. In cinque ore in alcuni punti sono caduti fino a 150 millimetri di pioggia: un'enormità.
L'intera rete fognaria dei paesi e delle frazioni è andata in crisi provocando il panico nella popolazione che rare volte aveva visto queste zone trasformarsi in acquitrini melmosi. I centralini dei vigili del fuoco di Verona e Legnago sono stati tempestati da decine e decine di chiamate di persone allarmate per gli allagamenti nelle loro abitazioni. Nelle aree colpite fin dalle 16 hanno iniziato a lavorare due squadre dei vigili del fuoco di Verona, una di Legnago, una di Bovolone e mentre la Protezione Civile ha mobilitato tutto il personale a disposizione per cercare di portare soccorso alle famiglie.


Il nubifragio ha colpito in particolare il territorio di Nogara allagando vaste aree abitate e centinaia di ettari coltivati. Le situazioni più difficili si sono registrate nell'intera frazione di Caselle, in via Sterzi, via Primo Maggio, via Casella, via San Francesco, via Chiesa, via Kennedy, via Marzabotto, via Bersai, via Campalano, via Casotti, via Brancon. Fiumi di acqua hanno invaso gli scantinati, mentre gli abitanti cercavano di salvare il salvabile dall'impeto dell'acqua, mentre il livello continuava a salire raggiungendo in alcuni punti anche gli 80 centimetri. Situazione molto grave nelle frazioni: molti agricoltori sono intervenuti con le botti che si usano per spargere i liquami pompando l'acqua dalle strade e dalle cantine per portarla nei fossati, peraltro già straripati.


Momenti di paura, in particolare, per la famiglia Belligoli, che abita in via Casa Alta, completamente isolata e circondata da oltre un metro di acqua. Sono riusciti a sfuggire alle acque con l'aiuto di un trattore.


A Gazzo la pioggia ha fatto straripare molti fossati allagando vaste aree a Roncanova, Correzzo, San Pietro in Valle e Maccacari. Proprio in quest'ultima frazione la pioggia ha causato l'allagamento dell'intera via Puccini e di altre vie vicine. Molte le famiglie che, anche qui, hanno dovuto fare i conti con cantine e garage allagati e auto in panne a causa degli allagamenti. A San Pietro in Valle, in via Ratta, una famiglia si è dovuta rifugiare ai piani alti della casa, sommersa, ed è stata soccorsa dalla Protezione Civile.
Via Albaria, al confine con Villimpenta, si è trasformata in un torrente, impedendo il passaggio di ogni mezzo.


I soccorsi sul territorio comunale di Gazzo sono arrivati comunque a rilento poiché molti mezzi erano concentrati a Nogara, la zona più colpita. Popolazione disperata anche a Sanguinetto dove si sono registrati allagamenti nelle vie Fabio Filzi, via Puccini e via Masaglie. Strade chiuse alla circolazione a causa della pioggia anche a
Casaleone e in particolare per quanto riguarda le vie Cadallora, Martiri della Libertà, Prepaganin, e Ca' Persa. A Sustinenza è straripato il fiume Sanuda: chiusa per allagamenti la via Pralungo.

 


Nelle zone più colpite è stata anche sospesa per alcune ore l'energia elettrica a causa dei numerosi corti circuiti causati dagli allagamenti. Vigili del fuoco, Protezione Civile e tanti volontari hanno continuato a lavorare fino a notte per liberare case e strade dall'acqua e cercare di limitare i danni.


A Bionde di Salizzole la situazione ieri sera risultava critica. Il sindaco Mirko Corrà è intervenuto di persona per fronteggiare gli allagamenti e ha sollevato una polemica nei confronti del Consorzio di bonifica, in quanto le chiuse a Tavanara erano bloccate.

Riccardo Mirandola

(Fonte: http://www.italia-news.it/)

1° Luglio: Scossa di terremoto 2,5 Richter

(IAMM) Una scossa di terremoto è stata registrata dai sismografi dell'Istituto Nazionale di geofisica e vulcanologia (INGV) in Veneto nella provincia di Verona nel distretto sismico della Pianura Veneta.
Il sisma si è verificato questa notte 1 luglio 2010 alle 02:58:12 ora italiana con magnitudo di 2.5 gradi Richter ad una profondità di 3.7 km.
L'epicentro è stato individuato alle coordinate 45.317°N, 11.185°E a meno di 10 km dai comuni di Albaredo d'Adige, Belfiore, Bovolone, Caldiero, Isola Rizza, Oppeano, Palù, Ronco all'Adige, Roverchiara, san Pietro di Morubio e Zevio. Il sisma si sarebbe avvertito anche nei comuni di Angiari, Arcole, Bonavigo, Boschi Sant'Anna, Buttapietra,
Casaleone, Cazzano di Tramigna, Cerea, Colognola ai Colli, Concamarise, Gazzo Veronese, Illasi, Isola della Scala, Lavagno, Legnago, Mezzane di Sotto, Minerbe, Montecchia di Crosara, Monteforte d'Alpone, Nogara, Roncà, Salizzole, San Bonifacio, San Giovanni Lupatoto, Sanguinetto, San Martino Buon Albergo, Soave, Tregnago, Veronella e Zimella.
 

(Fonte: http://www.larena.it/)

 

In auto telefona al fidanzato.

Sbanda e annega nel Menago.

 

29-05-2010 - L'ha sentita urlare dall'altro capo del telefono e ha udito un botto. Poi più nulla. Chiara Marangoni, 23 anni, stava tornando a casa a Melara, in provincia di Rovigo, ieri poco prima delle 19 quando la sua auto, una Lancia Y, ha sbandato lungo il rettilineo di Santa Teresa in Valle, a Cerea, finendo nel fiume Menago dove è annegata. Il fidanzato Riccardo, 29 anni, ha seguito in «diretta» il tragico incidente: stavano chiacchierando al cellulare come facevano tutte le sere mentre lei rientrava dal lavoro, (era impiegata alla Climatech di San Pietro di Legnago), quando per motivi ancora da accertare, la vettura di Chiara è uscita improvvisamente di strada.

Una breve, quanto inutile, frenata e poi la carambola lungo il ciglio erboso fino a precipitare con l'auto capovolta nel fiume. Per lei non c'è stato scampo, l'acqua è penetrata velocemente nell'abitacolo completamente sommerso uccidendola per annegamento. Ad estrarla dalla macchina, con un atto di grande coraggio, è stato proprio il fidanzato che, allarmato dai rumori con cui si era interrotta la telefonata, è salito in auto e da casa sua, a Bergantino, ed è corso a cercarla. Ha percorso tutta via Santa Teresa senza accorgersi che l'auto della ragazza era nel fiume. Giunto a San Pietro di Legnago è tornato indietro e all'improvviso ha notato le ruote dell'auto che emergevano dall'acqua.


Riccardo ha chiamato subito i soccorsi ma era così agitato che non riusciva a farsi capire, nel frattempo una signora che passava si è fermata e lo ha aiutato dando agli operatori del 118 tutti i riferimenti per il soccorso. Ma il giovane non poteva più aspettare e così si è gettato in acqua nel tentativo di liberare la ragazza. Altri due passanti lo hanno aiutato ad aprire la portiera dell'auto e a tagliare, con un coltello, la cintura di sicurezza. Alla fine hanno portato Chiara a riva ma il suo corpo era già senza vita.


Poco dopo sono arrivati i soccorsi con l'ambulanza di Legnago e l'elicottero di Verona emergenza che però hanno solamente potuto constatare il decesso e coperto il corpo con un telo verde in attesa dell'arrivo dei familiari. Sul posto anche la polizia locale di Cerea e i carabinieri di Legnago.
Dai primi rilievi l'ipotesi più plausibile è quella di una probabile distrazione della giovane per qualche motivo ancora sconosciuto. Il fidanzato ha infatti dichiarato che Chiara usava sempre l'auricolare per chiamarlo. Sulla strada sono rimasti i segni di una frenata lunga circa due metri che prosegue anche sul ciglio erboso che separa dal letto del fiume. In questo lungo rettilineo non c'è infatti un guard rail né alcun terrapieno che protegga dal corso d'acqua.

(Fonte: http://www.ilgiornaledivicenza.it/dossiers/Comunità/18/41/152503/)

 

«Reintegrate subito la Pro Loco Carpanea»

 

CASALEONE. L’Unione nazionale delle associazioni si schiera e critica l’amministrazione.
Cacciata a febbraio con una delibera e chiusa la sede, ora emergono altri episodi di «guerriglia» tra le parti, come una porta scardinate.

 

Continua la guerra senza esclusione di colpi tra Comune di e Pro loco Zoom FotoCarpanea. Nell'ultima battaglia si è inserita l'Unione nazionale delle Pro loco, l'Unpli, che ritiene «illegittima» la cancellazione dall'albo comunale dell'associazione Carpanea e ne chiede «l'immediato reintegro. Qualora non si provveda, saranno seguiti tutti i canali istituzionali per assicurare quanto richiesto», ha detto Lucia Baltieri, presidente provinciale Unpli in una lettera inviata in comune.

Una lettera dura, dunque, che prende le parti della Pro loco locale «cacciata» a febbraio scorso dall'amministrazione dalla lista delle associazioni comunali perché accusata «di comportamenti politici in contrasto con l'amministrazione». Per questo motivo, alla Pro loco venne tolta la sede. Secondo la presidente Baltieri, il provvedimento «unico» fino ad ora incontrato nelle relazioni tra associazioni e enti pubblici, è «privo di fondamento, supportato da un carteggio, allegato alla delibera di Giunta» dal quale, sostanzialmente, non emergerebbe in modo chiaro alcun comportamento scorretto del gruppo.

L’ex sede della Pro Loco Carpanea di Casaleone. DIENNE FOTO
La risposta del sindaco Gabriele Ambrosi, che non fa un passo indietro sulle decisioni prese da lui e dalla Giunta, è contenuta in un'altra lettera di tre pagine in cui il primo cittadino rivendica la bontà di quanto fatto. «Posso assicurare, senza paura di essere smentito, che alcuni componenti dell'associazione, hanno dimostrato, negli anni, che la loro mente era troppo occupata a danneggiare ed osteggiare questa amministrazione».
 

Per il sindaco Ambrosi, la Pro Loco avrebbe sempre tenuto comportamenti «politici». Nella sua risposta, il sindaco racconta di un altro episodio sgradito all'amministrazione e imputabile alla Pro loco, anche se avvenuto dopo la sua cacciata. «L'associazione, violando il codice civile e non avvisando di nulla il Comune proprietario della sede, ha concesso negli ultimi cinque anni l'utilizzo della sala che aveva in uso, ad un insegnante privato di musica che regolarmente versava poi una quota per l'occupazione dei locali». Nel momento in cui la Pro loco è stata allontanata, il Comune aveva cambiato la serratura della sede. L'associazione però non avvisò l'insegnante che la sede era indisponibile e il maestro - che nella sala aveva lasciato una batteria di sua proprietà - scardinò la porta per riuscire a recuperarla. Il Comune presentò una denuncia. A quel punto l'insegnante di musica si scusò per i danni provocati e li risarcì.

«Ribadisco che non abbiamo mai ricevuto denaro dall'insegnante di musica, contrariamente a quanto dice il sindaco», dice Pierfilippo Franzini, presidente della Pro loco. «La scuola di musica era utilizzata sia da soci che da altri ragazzi del paese e tutti, compresa l'amministrazione, erano a conoscenza della sua esistenza. Finiamola con questa pagliacciata i problemi di Casaleone sono ben altri».

(Fonte: http://corrieredelveneto.corriere.it)

 

Case trasformate in bordelli, sei arresti

Le donne venivano «addestrate» nel Torinese. Indagine partita da un appartamento di Sanguinetto.

Si cercano altri cinque orientali

La ragazze venivano reclutate attraverso i quotidiani cinesi stampati in Italia (Fotoland)SANGUINETTO (Verona) 22 maggio 2010— Tutto organizzato nei minimi particolari. Prima di esercitare, le ragazze venivano «addestrate» in un appartamento nel Torinese dove veniva persino data loro una dieta speciale da seguire per mantenersi in forma. Gli appuntamenti venivano fissati da una sorta di «call-center» ubicato a Milano, in via Paolo Sarpi per evitare il contratto diretto con le prostitute e sviare eventuali controlli. Una struttura che gestiva più di quaranta squillo cinesi in tutto il Nord Italia. Sono trenta gli appartamenti-bordello, venuti alla luce durante gli 11 mesi di indagini dei carabinieri nelle province di Verona, Vicenza, Padova, Treviso, Torino, Milano, Bergamo e Reggio Emilia. Un’indagine nata a febbraio dello scorso anno a Sanguinetto.

 

Troppo sospetto quel continuo viavai di persone da quell’appartamento di via Masaglie a qualsiasi ora del giorno e della notte. I militari della stazione locale, guidati dal maresciallo Antonino Scolaro, hanno scoperto che Shengyu Zhou, cinese di 36 anni titolare di un bar a Casaleone, gestiva quella casa di appuntamenti. A seguito di ulteriori controlli è emerso che il locatario di quell’appartamento era Giovanni Gigliotti, un agente immobiliare di 38 anni di Cerea. I due avevano anche reperito un altro appartamento a Verona, a Borgo Roma dove altre ragazze si prostituivano. Era Weiquin Zhou, 39 anni cinese senza fissa dimora, a provvedere al reperimento delle giovani squillo. La «maitresse» reclutava le giovani connazionali tramite annunci su Internet o sui quotidiani della comunità cinese, stampati in Italia. Le ragazze venivano poi destinate ai vari appartamenti. «Erano sempre almeno due per casa, oltre a un’altra persona che le gestiva e controllava - ha spiegato il comandante della compagnia di Legnago, Francesco Provvidenza -.

 

Questa persona prendeva in affidamento la gestione dell’appartamento dal locatario dell’affitto, in pratica un prestanome a cui venivano intestate le bollette». Un giro d’affari non indifferente. «Ogni appartamento riceveva dai 20 ai 30 clienti al giorno - ha continuato Provvidenza -. La singola prestazione veniva pagata circa cinquanta euro. Le prostitute consegnavano il 50% degli introiti ai gestori degli appartamenti e comunque riuscivano a inviare ogni mese circa 4mila euro in Cina. I prestanome invece guadagnavano dai mille ai duemila euro per ogni contratto di locazione sottoscritto».

 

Nel corso delle indagini sono state identificate più di quaranta prostitute (3 arrestate e 28 denunciate perché clandestine in Italia) che lavoravano nei vari appartamenti tra cui figurano anche una casa a San Giovanni Lupatoto e due appartamenti a Legnago, uno in via Duomo e uno nelle vicinanze del tribunale. La scorsa notte gli uomini del comando provinciale di Verona, insieme ai colleghi di Vicenza, Ivrea (Torino), Sesto San Giovanni (Milano) e Cantù (Como) hanno eseguito le ordinanze di custodia cautelare per favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione emesse dal gip veronese Isabella Cesari. Sei gli arrestati: oltre a Gigliotti, al suo socio e alla «maitresse», manette anche per tre donne cinesi che gestivano appartamenti a Montalto Dora (Torino), a Vicenza e a Milano. All’appello mancano ancora cinque persone: q

uattro prestanome tra cui un italiano e una donna che lavorava come «centralinista».

Enrico Presazzi

 

 

(Fonte: www.assesempione.info)

Scomparso Renzo Rossetti, "l'uomo che fece le scarpe agli Italiani".

 

Parabiago – Renzo Rossetti, classe 1925, nato a Casaleone, nel Veronese, da una poverissima famiglia, nel dopoguerra fu l'uomo che "fece letteralmente le scarpe agli italiani". Orfano di padre dall'età di dodici anni, l'imprenditore da bambino si era trasferito a Parabiago, dove nel 1953, assieme al fratello Renato, iniziò l'avventura professionale che lo portò ai vertici dell'industria calzaturiera italiana". Storie come quelle di Renzo Rossetti - scrive infatti Natalia Aspesi nell'introduzione alla biografia «La fortuna di nascere poveri» - non ne esistono più.

 

La sua come quella di altri grandi italiani dell'impresa e della cultura, appartiene a un'Italia povera, silenziosa, proba, geniale che il tempo con i suoi mutamenti sociali, economici e politici ha cancellato ed è una storia che ho conosciuto solo poco tempo fa, quando il mitico industriale Rossetti mi ha dato timidamente da leggere qualche appunto sulla sua vita».

 

Il Sindaco legnanese Lorenzo Vitali si è così espresso in merito al lutto: "Con profonda commozione partecipo al dolore della famiglia Rossetti, esprimendo profondo cordoglio anche a nome DSC_0806_resizedi tutta la Città, per la scomparsa di Renzo Rossetti". "Rossetti - ha continuato - ha speso la sua vita e il suo talento nel lavoro, tanto da essere insignito della benemerenza civica nel 2006 con la seguente motivazione: "per aver creato e sviluppato con grande capacità professionale ed imprenditoriale, una realtà produttiva di grande prestigio che ha contribuito allo sviluppo del territorio, esportando nel mondo lo stile e la creatività del nostro paese.

 

Alla commozione per la conoscenza diretta e l'amicizia che mi lega alla famiglia, aggiungo dunque la gratitudine della città, ad un uomo che tanto ha dato al nostro territorio". Nel mondo degli industriali, in particolare il presidente della confindustria Altomilanese Corrado Bertelli, piangono l' Uomo di straordinaria volontà, il socio curioso, perfezionista e attento a tutte le innovazioni, fino all'ultimo giorno prima di morire, Renzo Rossetti ha portato la griffe Fratelli Rossetti e la moda italiana in tutto il mondo. I primi anni di attività furono durissimi per mancanza di capitali.

 

Ma già nei primi anni Sessanta la griffe si affermava come leader nel nascente panorama della moda italiana. La sua creatività, unita a un'ossessiva ricerca della perfezione nelle forme, ha portato l'azienda nei primi anni Settanta all'espansione anche fuori dai confini italiani ed europei. Nel 1979 Fratelli Rossetti è stata la prima insegna italiana ad aprire in Madison Avenue a New York, a cui seguirono aperture di boutique nelle più prestigiose vie del mondo. Oggi l'azienda fattura circa 80 milioni di euro all'anno con oltre 300 DSC_0818_resizeaddetti e 27 negozi di proprietà.

 

Già da qualche anno i figli Diego, Dario e Luca hanno raccolto l'eredità paterna, cominciando anche a guardare verso i nuovi mercati dell'Est, sempre fedeli ai principi fondativi dell'azienda che parlano di grande attenzione alla qualità attraverso una produzione fatta completamente in Italia. A nome della Redazione esprimiamo le condoglianze alla famiglia ed alle maestranze della F.lli Rossetti.

Il funerale si è tenuto questa mattina alle ore 10 nella chiesa dei Santissimi Gervaso e Protaso, a Parabiago (Milano).

 

(Fonte Assunta Corbo - http://shoes.stylosophy.it)

Si è spento a 84 anni Renzo Rossetti.

Renzo Rossetti

Si è spento Renzo Rossetti, fondatore dell’azienda Fratelli Rossetti insieme al fratello Renato. L’azienda è nata nel 1953 e oggi è una maison portatrice del made in Italy in tutto il mondo. La creatività dell’azienda, unita a un’ossessiva ricerca della perfezione nelle forme, ha portato l’azienda nei primi anni Settanta all’espansione anche fuori dai confini italiani ed europei. Pensate che nel 1979 “Fratelli Rossetti” è stata la prima insegna italiana ad aprire in Madison Avenue a New York, a cui seguirono aperture di boutique nelle più prestigiose vie del mondo

(Fonte: http://corrieredelveneto.corriere.it)

 

Morto Rossetti. Fece le scarpe agli Italiani


 

 

 

MICHELE MERLO

 

 

(Fonte: http://www.larena.it/)

 

E' guerra contro le nutrie  che devastano campi e fiumi

EMERGENZA.In un convegno a Gazzo l'allarme di sindaci e agricoltori impotenti

davanti al proliferare dei roditori.

Cacciatori pronti alle uscite in gruppi per abbattere gli animali e alcuni Comuni pensano a una taglia di 5 euro

(Una nutria sta per tuffarsi nel fiume nel parco del Tione FOTO PECORA)

Zoom Foto

-8/04/2010 - Gazzo. L'allarme per il flagello nutrie è stato lanciato venerdì in un convegno tecnico in municipio a Gazzo al quale hanno partecipato i comuni di Bovolone, Concamarise, Salizzole, Casaleone, Nogara, Sorgà, Erbè e Isola della Scala, oltre ai rappresentanti di Coldiretti e del Consorzio di bonifica ex Tartaro e Tione.
«Siamo in guerra», ha dichiarato senza mezzi termini il sindaco, nonché colonnello dell'esercito, Ugo Vecchini. «Questo roditore ha invaso il nostro territorio, ha distrutto gli argini minando il sistema idrogeologico, crea problemi alla circolazione e mi preoccupa anche la situazione sanitaria. Noi sindaci siamo però impotenti perché le leggi attuali delegano le competenze alle Province che non hanno la capacità di arginare l'avanzata di questi animali. Ora vogliamo affrontare con decisione la questione adottando ordinanze che permettono l'abbattimento delle nutrie da parte dei cacciatori con lo scopo di far diminuire drasticamente il numero di questi animali».


Secondo stime approssimative si calcola che ci siano 50 mila nutrie nei territori dei Comuni presenti al convegno, un esercito di roditori che si sta riproducendo in maniera esponenziale grazie alla mancanza di nemici naturali e alla straordinaria capacità di adattarsi a qualsiasi condizione ambientale, cibandosi di tutto quello che trova. In moltissimi casi le nutrie non esitano nemmeno ad entrare nei cortili delle case alla ricerca di cibo, poco timorose della presenza umana.


Ad essere maggiormente danneggiati dalle nutrie sono gli agricoltori, che durante il convegno hanno lamentato l'inadeguatezza degli interventi della polizia provinciale, chiedendo ai Comuni di intervenire con forza.
La risposta è arrivata dal vicesindaco di Gazzo Giampaolo Boninsegna, che ha proposto un'ordinanza a tutti i sindaci interessati che permetta l'abbattimento delle nutrie da parte di squadre di cacciatori abilitati dai corsi sostenuti per la sicurezza. L'ordinanza proposta da Boninsegna è già stata adottata da molto comuni della Lombardia e dell'Emilia ma in Veneto sembrerebbe trovare non pochi ostacoli.


«Siamo in emergenza totale e quindi intendiamo andare avanti con l'ordinanza e speriamo che gli altri Comuni ci seguano» ha detto Boninsegna.
A partire dai prossimi giorni infatti un gruppo di 30 cacciatori volontari iscritti all'Ambito di caccia numero 5 partiranno con uscite programmate per l'abbattimento delle nutrie lungo tutti i corsi d'acqua nei territori dei comuni di Gazzo, Salizzole, Nogara, Sorgà,
Casaleone, Concamarise, Bovolone, Isola della Scala ed Erbè.


Gli abbattimenti saranno effettuati dalle 17 alle 24 con l'ausilio di torce elettriche e nel pieno rispetto delle normative sulla sicurezza.
«Abbiamo tutte le carte in regola per effettuare gli abbattimenti», spiega Corrado Pasini, presidente dell'Ambito. «I nostri cacciatori volontari saranno dotati di tutti i dispositivi di sicurezza previsti dalla normativa. Già nel 2008 avevamo fatto con la Provincia degli interventi di questo tipo e nel nostro territorio avevamo abbattuto ben 8 mila nutrie. Un numero altissimo che dimostra quanto sia diffuso questo roditore. Si pone ora il problema dello smaltimento delle carcasse degli animali abbattuti e per questo dovranno intervenire la Provincia e le unità sanitarie locali per dare le loro indicazioni».


L'abbattimento di migliaia di nutrie viene visto come una soluzione ottimale anche dal Consorzio di bonifica, che da anni deve fare i conti con i danni enormi provocati dalle gallerie scavate dagli animali e dal conseguente crollo degli argini.
I danni più consistenti li lamentano gli agricoltori che si vedono decimati i raccolti di mais, frumento, barbabietole, riso e verdure da eserciti di nutrie. Ci viene vietato di ucciderle», ha accusato Vanni Stoppato, «e nei nostri campi queste bestiacce la fanno da padrone: noi lavoriamo e loro mangiano ogni cosa e quando tentiamo di ucciderle le guardie provinciali ce lo impediscono anche con sanzioni elevate. La situazione è insostenibile».


L'ordinanza di Gazzo sarà comunque presto adottata anche dagli altri Comuni vicini i quali si sono anche impegnati a chiedere un intervento drastico da parte della Regione in modo che la guerra contro le nutrie possa essere condotta in maniera efficace
«Proponiamo anche una taglia di 5 euro per ogni animale consegnato», ha proposto Boninsegna. «prima che la situazione diventi esplosiva».
 

Riccardo Mirandola

CASALEONE: ELEZIONI REGIONALI 2010

 
Elettori4.841 
Votanti3.17565,58 %
Sezioni scrutinate presidente5 su 5
Sezioni scrutinate liste circoscrizionali5 su 5
 Candidati presidente e liste Voti % Voti % 
ZAIA LUCA
LISTINO REGIONALE 2010
2.14470,15  
  Visualizza candidati di lista LEGA NORD   1.28845,17
  Visualizza candidati di lista IL POPOLO DELLA LIBERTA'   72925,56
  Visualizza candidati di lista ALLEANZA DI CENTRO-DEMOCRAZIA CRISTIANA   90,31
      2.02671,06
BORTOLUSSI GIUSEPPE
BORTOLUSSI PRESIDENTE
60519,79  
  Visualizza candidati di lista PARTITO DEMOCRATICO   47816,76
  Visualizza candidati di lista DI PIETRO ITALIA DEI VALORI   632,20
  Visualizza candidati di lista RIFOND.COM. - SIN.EUROPEA - COM.ITALIANI   250,87
  Visualizza candidati di lista SINISTRA ECOLOGIA LIBERTA'-PSI   120,42
  Visualizza candidati di lista IDEA-NUCLEARE NO GRAZIE   40,14
      58220,41
   
DE POLI ANTONIO
ALLEANZA VENETO
1996,51  
   UNIONE DI CENTRO   983,43
  Visualizza candidati di lista UNIONE NORD EST   883,08
      1866,52
BORRELLI DAVID
MOVIMENTO 5 STELLE BEPPEGRILLO.IT
632,06  
  Visualizza candidati di lista MOVIMENTO 5 STELLE BEPPEGRILLO.IT   371,29
POLO SILVANO
VENETI INDEPENDENSA
190,62  
  Visualizza candidati di lista VENETI INDEPENDENSA   60,21
CARATOSSIDIS PAOLO
FORZA NUOVA
160,52  
  Visualizza candidati di lista FORZA NUOVA   90,31
PANTO GIANLUCA
PARTITO NASIONAL VENETO
100,32  
  Visualizza candidati di lista PARTITO NASIONAL VENETO   50,17
 
Totale voti candidati presidente3.056 
Totale voti liste circoscrizionali2.851 
Schede bianche441,38 %
Schede nulle742,33 %
Schede contestate e non assegnate 10,03 %

 

 

(fonte Prefettura Verona)

Casaleone: affluenza alle urne domenica ore 12: 10,67 %

 precedente 11,36 %

                                                                  ore  19: 34,18 %                    39,47 %
                                                                  ore 22: 48,17 %                     55,17 %
                                                                                           lunedì  ore 15: 65,58 %

                     70,92 %

 

CONFRONTI CON LE PASSATE ELEZIONI

             CASALEONE: Regionali, 3 Aprile 2005

Voti Cand.

% Cand.

 

Voti Lista

% Lista

GALAN GIANCARLO (VENETO) Eletto Presidente

2.170

64,72

0

 

 

FORZA ITALIA

 

 

 

772

25,50

LEGA NORD

 

 

 

655

21,63

UDC

 

 

 

280

9,25

ALLEANZA NAZIONALE

 

 

 

208

6,87

NUOVO PSI-ALTRI

 

 

 

61

2,01

TOTALE COALIZIONE

 

 

 

1.976

65,26

CARRARO MASSIMO (UNITI PER CARRARO)

1.108

33,05

0

 

 

UNITI NELL'ULIVO

 

 

 

764

25,23

PER IL VENETO

 

 

 

55

1,82

RIF.COM.

 

 

 

42

1,39

FED.DEI VERDI

 

 

 

37

1,22

COMUNISTI ITALIANI

 

 

 

34

1,12

L'ITALIA DEI VALORI

 

 

 

30

0,99

LIGA FRONTE VENETO

 

 

 

24

0,79

LISTA CONSUMATORI

 

 

 

12

0,40

U.D.EUR POPOLARI

 

 

 

4

0,13

TOTALE COALIZIONE

 

 

 

1.002

33,09

PANTO GIORGIO (PROGETTO NORDEST)

31

0,92

0

 

 

PROGETTO NORDEST

 

 

 

20

0,66

TOTALE COALIZIONE

 

 

 

20

0,66

BUSSINELLO ROBERTO (ALTER.SOC.MUSSOLINI)

44

1,31

0

 

 

ALTER.SOC.MUSSOLINI

 

 

 

30

0,99

TOTALE COALIZIONE

 

 

 

30

0,99

Totale

3.353

 

0

3.028

 

 

 

 VOTO EUROPEE 2009 CASALEONE

 

Liste Voti%
 
Visualizza elenco candidati LEGA NORD 1.50045,19
Visualizza elenco candidati IL POPOLO DELLA LIBERTA' 94028,32
Visualizza elenco candidati PARTITO DEMOCRATICO 50815,30
Visualizza elenco candidati UNIONE DI CENTRO 1514,54
Visualizza elenco candidati DI PIETRO ITALIA DEI VALORI 772,31
Visualizza elenco candidati RIFOND.COM. - SIN.EUROPEA - COM.ITALIANI 341,02
Visualizza elenco candidati LISTA MARCO PANNELLA - EMMA BONINO 300,90
Visualizza elenco candidati FIAMMA TRICOLORE 290,87
Visualizza elenco candidati SINISTRA E LIBERTA' 150,45
Visualizza elenco candidati PARTITO COMUNISTA DEI LAVORATORI 120,36
Visualizza elenco candidati LA DESTRA-MPA- PENSIONATI -ALL.DI CENTRO 100,30
Visualizza elenco candidati FORZA NUOVA 90,27
Visualizza elenco candidati SVP 40,12
Visualizza elenco candidati LIBERAL DEMOCRATICI - MAIE --

Votanti 3439 = 71,33%

Bianche 54 = 1,57.  Nulle 66 = 1,91

 Totale  3.319

 PROVINCIALI 2009 

Candidati presidente e gruppi

Voti

 % 

 

MIOZZI GIOVANNI

2.221

67,63

LEGA NORD LEGA NORD

1.444

46,01

IL POPOLO DELLA LIBERTA' IL POPOLO DELLA LIBERTA'

665

21,19

 Totale

2.109

67,20

 

ZARDINI DIEGO

596

18,14

PARTITO DEMOCRATICO PARTITO DEMOCRATICO

492

15,67

DI PIETRO ITALIA DEI VALORI DI PIETRO ITALIA DEI VALORI

72

2,29

LISTA LOCALE - VERDI DELLA COLOMBA-ECOLOGIA E NONVIOLENZA LISTA LOCALE - VERDI DELLA COLOMBA-ECOLOGIA E NONVIOLENZA

14

0,44

 Totale

578

18,41

 

ROSSI MARIO

157

4,78

UNIONE DI CENTRO UNIONE DI CENTRO

132

4,20

LIGA VENETA REPUBBLICA LIGA VENETA REPUBBLICA

18

0,57

LISTA LOCALE - NOI VERONESI AL CENTRO LISTA LOCALE - NOI VERONESI AL CENTRO

3

0,09

 Totale

153

4,87

 

BERTASO ADRIANO

104

3,16

UNIONE NORD EST UNIONE NORD EST

101

3,21

 

CAMPAGNARI GIUSEPPE

83

2,52

RIFOND.COM. - SIN.EUROPEA - COM.ITALIANI RIFOND.COM. - SIN.EUROPEA - COM.ITALIANI

42

1,33

SINISTRA E LIBERTA' SINISTRA E LIBERTA'

33

1,05

 Totale

75

2,39

 

MAGNABOSCO DAVIDE

55

1,67

LEGA LOMBARDO VENETA LEGA LOMBARDO VENETA

55

1,75

 

PIUBELLO MASSIMO

26

0,79

FIAMMA TRICOLORE FIAMMA TRICOLORE

25

0,79

 

SALA' EZIO

14

0,42

FORZA NUOVA FORZA NUOVA

14

0,44

 

GIACOPUZZI NICOLA

13

0,39

PROGETTO NORDEST PROGETTO NORDEST

13

0,41

 

CAVAZZANA LEONARDO

7

0,21

LA DESTRA - MPA LA DESTRA - MPA

7

0,22

 

REGGIANI CARLO

5

0,15

ACQUA AMBIENTE ENERGIA SVILUPPO TRASP. ACQUA AMBIENTE ENERGIA SVILUPPO TRASP.

5

0,15

 

UGOLI LUIGI

3

0,09

LIBERTA' CIVICA  LIBERTA' CIVICA

3

0,09

 

Totale voti ai candidati presidente

3.284

Totale voti ai gruppi

3.138
 

 

 

( Fonte: http://www.larena.it/)

La Bepa, un museo per ricordare

CASALEONE. Tre imprenditori e un manager sportivo hanno acquistato il vecchio casolare che ospita la trattoria al confine con Ostiglia

 

Zoom FotoLa locanda dalla Bepa. Chi è passato in mezzo a quei campi al confine tra tre province: veronese, mantovana e rodigina sa cos'è. Sa di che cosa stiamo parlando. Una casa in mezzo al nulla tra Casaleone e Ostiglia dove fino al 1990, c'era lei, Giuseppina Cavallari, che qui s'era trasferita con il marito per gestire l'ostaria che era punto di riferimento per centinaia di persone. Lei secca secca, segaligna, fazzoletto nero in testa e sigaretta che penzolava dalle labbra seccate dal sole e dalle braci sempre vicino al viso per cuocere le pietanze, era una «combattente» che anche dopo la vedovanza era rimasta in questo nulla, a fare la «rasdora», non esitando a mettersi il sovrapposto a tracolla e a sparare se qualcuno l'avesse infastidita arrivando nella sua proprietà attraverso l'unico accesso che all'epoca c'era: un ponticello di legno sospeso sul fiumiciattolo.


(DIENNE Foto La locanda che diventerà museo)

 

La locanda è rimasta come allora e funziona alla grande con piatti tipici della nostra Bassa. Ma tre imprenditori locali, Patrizio Fazion, dell'omonimo pastificio; Emilio Bonfante, mobiliere, Franco Bicego che commercia legnami si sono messi assieme a Riccardo Prisciantelli, vicedirettore sportivo dell'Atalanta, ma abita a Cerea, decisi oltre che a far rivivere la Bepa, a cristallizzare quello che in questo incrocio di campi e stradine, dove un navigatore satellitare punta verso il nulla, c'era.


Così soldi, parecchi, idee, tante ed entusiasmo da vendere hanno presentato un progetto di recupero della vecchia casa contadina che nelle intenzioni deve ospitare una sorta di fattoria didattica dove portare le scolaresche, un museo di mestieri e arti di una volta, e la locanda dove dar da mangiare ai clienti, ma nel rispetto delle nostre tradizioni culinarie. Questo posto incantato è già punto d'incontro di cavallerizzi, e qui arriverà la pista ciclabile che parte dall'Olanda realizzata tutta su tratti di ferrovia dismessa. «Ci sono bambini in città che crescono senza mai aver visto un pollo, un coniglio», dice Prisciantelli, «questo posto deve tornare a vivere anche per tutti quei ragazzini che crescono in mezzo al cemento. Debbono poter vedere e vivere la nostra campagna».

 

Non soltanto. «Ci sono vocaboli e strumenti antichi che nessuno conosce più», gli fa eco Fazion, «per questo abbiamo presentato il progetto e in un paio di anni al massimo contiamo di terminare i lavori. Non lo facciamo per un tornaconto economico, ma per salvaguardare le nostre tradizioni e le nostre radici, tutti noi siamo «bassaroli», noi siamo venuti dalla Bepa da piccoli perchè ci portavano i nostri genitori, vogliamo continuare a far vivere queste tradizioni. Daremo anche la possibilità a una comunità di recupero di coltivare i campi. Se non avessimo acquistato questo casolare, sarebbe sparito tutto».
Valori di un tempo, quando per vendere una mucca bastava battersi i palmi delle mani. La parola data era sacra. Valori di un tempo, sperduti come le nebbie di allora che ormai non si vedono più. Ma che qui sono rimaste uguali. La Bepa, che elemento dev'essere stata. A lei da queste parti hanno dedicato poesie, ci sono filmati sbobinati e messi in dvd che la mostrano decisa e senza troppe smancerie che porta in tavola pietanze, spesso selvaggina. Il racconto più divertente è di lei, ormai settantenne che va a battere cassa per un esproprio che le era stato fatto e per cui doveva ricevere circa 700 mila lire. Soldi che non arrivavano. E lei che davanti al dirigente dell'ufficio, come se nulla fosse alza le sottanone e mostrando le nudità dice: «Non ho più soldi neanche per comprerami le mutande». Ecco è attorno alla Bepa che gira il mondo qui, questa parte di mondo antico in cui trovarsi e ritrovarsi. Come se non ci fosse lasciati mai.

Alessandra Vaccari

 

( Fonte: http://www.larena.it/)

 

BASSA. Le principali arterie sono state messe sotto controllo

Nel Legnaghese parecchi danni ai tetti delle case.

E' stato richiesto anche l'intervento dei pompieri

La bora danneggia le piante e spezza i cornicioni

Zoom Foto11/3/2010 - Il vento e la neve che da martedì pomeriggio sono tornati a sferzare anche l'intera area del Basso veronese non hanno provocato, fortunatamente, né danni gravi né interruzioni alla viabilità.
Tutte le principali arterie di collegamento - tra cui la Transpolesana e annessi svincoli, sul tratto che va da Castagnaro ad Oppeano - sono state oggetto di monitoraggi da parte di mezzi dell'Anas, sollecitati dalla Polstrada di Legnago o di tecnici allertati dai singoli Comuni. Fin dall'altra sera, si è continuato a garantire la percorrenza delle strade con interventi di sgombero della neve che si era accumulata solo in aree particolarmente esposte, come ad esempio alcune strade in aperta campagna e con successivi spargimenti di sale, eseguiti soprattutto in via preventiva allo scopo di evitare la formazione di pericolose lastre di ghiaccio.

 

La zona dove si sono registrati maggiori disagi è quella del sud della Bassa, compresa tra i Comuni di Villa Bartolomea e Castagnaro, al confine con il Rodigino. Qui la bufera della serata di martedì ha provocato diversi accumuli di neve soprattutto nelle aree confinanti con le valli. Gli uffici tecnici comunali, già in preallarme dal pomeriggio, hanno provveduto tempestivamente al passaggio di mezzi di sgombero e «spargisale».


A Villa Bartolomea, gli interventi più consistenti sono stati eseguiti in via Beccascogliera, nella frazione di San Zeno in Valle, e in via Brancaglia. «A Legnago, invece, la viabilità non ha registrato alcun problema particolare», come assicurano il comandante della polizia locale Carlo Lodola e l'ufficio tecnico del Comune che, «in vista di un eventuale abbassamento della temperatura», ha provveduto allo spargimento di sale in alcune zone di grande traffico, come il centralissimo ponte Principe Umberto.


Qualche rallentamento si è avuto solo per le forti raffiche di vento e la caduta di rami, per i quali sono subito intervenuti i vigili del fuoco. Altre uscite dei pompieri, per rami e piante spezzati o per tegole in bilico sui cornicioni, si sono ripetute, dalle 16.30 dell'altro ieri fino a tutta la notte, nel Legnaghese, tra Cerea e
Casaleone, e nel Colognese. Parecchi disagi invece per scooteristi e pedoni alla prese con una bora davvero difficile da domare. Tanto che la bufera di martedì sera ha avuto ripercussioni persino sull'affluenza al teatro Salieri dove era in programma la prima sera de La Trilogia della villeggiatura allestita da Toni Servillo. Molti degli abbonati alla rassegna di prosa hanno infatti preferito rinunciare allo spettacolo lasciando così parecchie poltrone vuote, soprattutto in platea. E.P.

 

( Fonte: http://www.larena.it/dossiers/Comunità)

Coltivava marijuana in casa

Arrestato figlio di un imprenditore

Legnago. Nel corso dei controlli del sabato sera nelle discoteche per contrastare lo spaccio ed il consumo di sostanze stupefacenti, i militari della Guardia di finanza della compagnia di Legnago hanno individuato alcuni ragazzi, originari di comuni della Bassa veronese, in possesso di pochi grammi di marijuana.

Da questo episodio, i finanzieri hanno avviato una serie di indagini di polizia giudiziaria che hanno consentito di individuare il responsabile dello spaccio: si tratta di M.M., 36 anni, originario di Casaleone dove vive con la famiglia, figlio di un piccolo imprenditore del luogo. L’uomo, secondo quanto accertato, avrebbe personalmente coltivato, essiccato e conservato lo stupefacente per destinarlo alla vendita. I finanzieri del nucleo mobile della compagnia di Legnago hanno ritrovato nel sottotetto dell’azienda paterna diversi barattoli contenenti oltre 1,1 chili di marijuana, già essiccata e pronta per essere immessa nel mercato delle droghe.

Le successive perquisizioni personali e domiciliari hanno consentito alle fiamme gialle di rinvenire ulteriori 4,2 grammi di marijuana e circa 400 euro. L’uomo è stato arrestato e portato nel carcere di Montorio.

( Fonte: www.giornaleadige.it  - redazione del 01/12/2009 @ 18:05:14, Sezione Attualità)

 

60 sindaci per il crocifisso

60 sindaci di altrettanti comuni veronesi hanno sottoscritto una petizione per chiedere l’intervento del Governo contro la sentenza della Corte Europea dei diritti dell’uomo che vieta la presenza dei crocifissi nelle aule scolastiche. L’iniziativa è stata presentata oggi a palazzo Barbieri dai sindaci di Verona Flavio Tosi, di Grezzana Mauro Bellamoli, di San Zeno di Montagna Graziella Finotti, di Montecchia di Crosara Edoardo Pallaro e di Brentino Belluno Virgilio Asileppi. Presenti anche i sindaci dei comuni di Casaleone, Roverchiara, Cerro Veronese, Lazise, Peschiera del Garda, Fumane, Soave, Legnago, Angiari, Sant’Ambrogio, Rivoli Veronese, Pastrengo, Roncà, Ronco all’Adige, Sanguinetto, Veronella, Zimella, Albaredo d’Adige, Concamarise, Valeggio sul Mincio, Roverè Veronese.

 

“Convinti che il crocifisso sia un simbolo della nostra tradizione ed identità e che possa svolgere, anche in un orizzonte laico, una funzione altamente educativa, a prescindere dalla religione professata dagli alunni – cita il testo della petizione – chiediamo una ferma presa di posizione da parte del Governo e delle istituzioni preposte affinché la storia, la cultura, i simboli e la memoria delle nostre origini non vengano cancellati da sentenze ideologiche, emanate da organismi europei che si collocano, in questo modo, sempre più distanti dalla volontà e dalle radici culturali del Popolo italiano”. “Un’iniziativa trasversale, partita dal sindaco di Grezzana Mauro Bellamoli – ha detto Tosi – ma alla quale hanno aderito la gran parte dei sindaci della provincia di Verona, rappresentanti della larga maggioranza dei cittadini della nostra comunità, a prescindere dall’appartenenza politica così come dal credo religioso. L’intento è di dare un segnale concreto dell’importanza del simbolo del crocifisso e dei valori universali che rappresenta.”

 

(Fonte: http://www.genovapress.com - 26/11/2009)

 Agroalimentare Verona: Tengono fatturato e redditività

I ricavi per il 2009 sono attesi indistintamente in calo stante il crollo verticale dell’export. Alcuni settori merceologici, però, hanno dimostrato una tenuta maggiore rispetto al contesto generale caratterizzato da una forte recessione. Parliamo naturalmente di quei comparti che riguardano i beni di prima necessità come ad esempio il cibo e l’energia.

 
Nello specifico, il “Centro Studi Economico e Finanziario ESG89”, sta realizzando una serie di Focus di approfondimento economico, nei vari distretti italiani, per valutare l’effettivo stato di salute delle nostre provincie. Sotto la lente d’ingrandimento questa volta è finito il comparto Agroalimentare della provincia di Verona. Il territorio dell’intera provincia è fortemente caratterizzato da produzioni agricole che spaziano dall'olio extra vergine di oliva, alla coltivazione di riso, dei vigneti e delle ciliegie, fino alla realizzazione di formaggi e alla coltivazione di marroni, nobile parente della castagna. La zona nord-occidentale, la Valpolicella, è famosa in tutto il mondo per la presenza di rinomati vigneti che offrono pregiati vini rossi a denominazione di origine controllata, quali il Valpolicella, il Recioto e l’Amarone. Mentre nella zona prealpina della Lessinia, nella parte settentrionale della provincia, abbondano ricchi pascoli, fertile terreno per l'allevamento del bestiame. In questo affascinante contesto viene prodotto il formaggio Monte Veronese che ha ottenuto il riconoscimento di prodotto a denominazione di origine protetta.


L’economia regionale e non solo, quindi, attinge da questa provincia importanti risorse, senza contare l’importanza finanziaria che rivestono le principali imprese nazionali del settore ubicate in provincia. Il Centro Studi ESG89 ha perciò condotto un’indagine nel comprensorio, al fine di verificare più nel dettaglio quelle che sono le conseguenze prodotte dalla congiuntura economica. Alla fine, rispetto ai dati del 2008, è ragionevole aspettarsi una flessione generale del valore della produzione, anche perché i dati che fanno riferimento all’ultimo bilancio consuntivo depositato, evidenziano una situazione caratterizzata da buoni risultati prestazionali. Il campione, composto da 72 Best Companies, con Fatturato superiore a 3 mln di euro, evidenzia come il 72% delle società esaminate ha realizzato, nel corso dell’ultimo esercizio, un incremento di Fatturato rispetto al 2007. Buoni anche i risultati per quel che concerne la redditività ed il rapporto col sistema del credito: infatti l’82% delle Top Aziende censite ha chiuso il bilancio 2008 in Utile, mentre è praticamente rimasta invariata la percentuale delle società (19%) che hanno un rapporto tra Oneri Finanziari e Fatturato al di sopra del 3%.


Sono diverse e rilevanti le imprese del settore che navigano in controtendenza rispetto al contesto generale, e che realizzano nel corso dell’ultimo esercizio dei Trend positivi sul valore della produzione. La risposta positiva del distretto Agroalimentare veronese è dimostrata proprio dalle realtà evidenziate tramite lo screening condotto dal ‘Gruppo ESG89’: la SOCIETA' AGRICOLA LA PELLEGRINA Spa di Verona ha fatto registrare ricavi per 719.505.722 euro realizzando un incremento del valore della produzione pari al 21%. In evidenza anche VERONESI VERONA Spa che chiude il 2008 con un Trend positivo di Fatturato (308.312.549 euro) del 35%; così come il CONSORZIO ORTOFRUTTICOLO PADANO, ubicato a San Giovanni Lupatoto, che forte di un valore della produzione di 24.274.815 euro consegue una crescita congiunta del volume d’affari (+48%) e degli Utili Netti (+669%). E’ una vera e propria esplosione quella che interessa ITALPOLLINA Spa di Rivoli Veronese e UNIZOO UNIONE ZOOTECNICA di Verona: la prima vede crescere il valore della produzione del 42%, mentre la seconda incrementa, in un solo anno, il Fatturato del 58%.
La società LANZA Srl di Negrar, operante nel settore della lavorazione delle carni, realizza un incremento del 10% sul giro d’affari che passa così da 71.160.288 a 78.399.641 euro e ottiene, allo stesso tempo, un incremento del 223% sull’Utile.
Anche altre due realtà che appartengo al mondo della lavorazione carni riescono ad implementare il proprio business: BOMBIERI Spa di Buttapietra (+9%) e LEONCINI Srl di Lazise (+5%). Per quanto concerne invece l’industria dolciaria conserva il ruolo di capostipite del settore BAULI Spa di Castel D’Azzano: +15% è l’incremento registrato nel 2008 sul giro d’affari. Da sottolineare doverosamente anche le performance di BISCOTTIFICIO BARONI Spa (+20%), SOCADO Srl (+16%), DAL COLLE INDUSTRIA DOLCIARIA Spa (+13%), VICENZI BISCOTTI Spa (+8%) e MISTERDAY Srl (+5%).
E’ proprio il settore dolciario ad ottenere i migliori risultati per quanto riguarda i bilanci 2008. Nel comparto Pasta e Farinacei troviamo il già noto PASTIFICIO RANA Spa che compie una crescita sia sul volume d’affari (+10%) che sull’Utile (+58%). Da citare anche lo score realizzato da PASTIFICIO FAZION Spa e PASTIFICIO AVESANI Srl. L’azienda di
Casaleone ottiene un incremento del Fatturato pari al 61% e del 185% sugli Utili. PASTIFICIO AVESANI Srl di Bussolengo, invece vede crescere del 4% il valore della produzione e del 188% quello degli Utili. In risalto nel settore Frutta, Ortaggi e Conserve troviamo VILLAFRUT Srl di Oppeano che con un Fatturato pari a 73.504.021 euro si assicura un Trend positivo di crescita del 15% sul volume d’affari e dell’848% sugli Utili. Stesso risultato positivo anche per il Gruppo CAPUZZO Srl di Roveredo di Guà e per GECCHELE Srl di Cologna Veneta: +33% il Trend di Fatturato e +153% l’incremento sull’Utile per CAPUZZO Srl, mentre per la società di Cologno Veneta la crescita sul valore della produzione è stata pari al 22%. Infine per quanto riguarda il settore dei Vini e Distillati le performance più interessanti riguardano i gruppi QUARGENTAN Spa e CONTRI SPUMANTI Spa. La società di Roncà nel corso dell’ultimo anno è riuscita ad incrementare del 32% il Fatturato e del 105% il valore gli Utili. L’azienda CONTRI SPUMANTI Spa ha fatto registrare invece guadagni per 47.608.986 euro con una crescita pari al 62% per quel che concerne il valore della produzione. Apprezzabili allo stesso modo i risultati conseguiti sul giro d’affari da CANTINA SOCIALE DI COLOGNOLA AI COLLI (+22%), CIESSECI CANTINA DI CUSTOZA (+13%), ENOLOGICA VASON Srl (+8%), SPUMANTI VALDO Srl (+7%) e da GIUSEPPE CAMPAGNOLA Spa (+6%).

 

 

( Fonte: http://www.larena.it/dossiers/Comunità)

Esercitazione della protezione civile di Legnago lungo l'Adige

Legnago. Via libera al nuovo polo logistico che ospiterà uomini e mezzi della protezione civile.

La struttura servirà i 17 Comuni del distretto VR5 e sorgerà entro un anno nella zona sportiva. L'investimento complessivo è di 250mila euro. 

Legnago. Un polo logistico per il distretto di protezione civile «Verona 5» dove gestire le emergenze e custodire mezzi ed attrezzature a disposizione di 17 Comuni della Bassa. Il progetto della nuova struttura, che sorgerà il prossimo anno a Casette nei pressi dello stadio «Sandrini» e che servirà un bacino di 140mila abitanti, è stato approvato dalla Giunta di Legnago, comune capofila del distretto denominato «Delle Valli» di cui fanno parte anche Angiari, Bovolone, Casaleone, Castagnaro, Cerea, Concamarise, Isola Rizza, Oppeano, Palù, Ronco all'Adige, Roverchiara, San Giovanni Lupatoto, San Pietro di Morubio, Sanguinetto, Villabartolomea e Zevio.


Il passaggio tecnico - che spiana la strada alla realizzazione di un fabbricato di 280 metri quadrati destinato per circa un terzo a magazzino e per la restante superficie a sala riunioni, sala operativa, spogliatoi, servizi igienici e pensilina per il ricovero dei veicoli- è stato formalizzato dopo il via libera arrivato dagli amministratori dei 17 centri nell'assemblea convocata lo scorso ottobre in sala consiliare. «Per poter contare su una gestione adeguata e su una macchina operativa efficiente e coordinata in caso di calamità naturali ed altri situazioni di emergenza pubblica», sottolinea Loris Bisighin, vicesindaco ed assessore alla Protezione civile, «è indispensabile concentrare le risorse in un'unica postazione provvista degli spazi e degli accorgimenti idonei per agevolare le operazioni dei volontari.

Da qui perciò l'impegno, sostenuto dal nucleo di protezione civile Ana Basso Veronese con il quale siamo convenzionati, a riunire in un'unica sede i mezzi e la strumentazione in dotazione alla squadra alpina di Minerbe e agli altri Comuni affiliati». La futura sede della protezione civile distrettuale richiederà un investimento di 250mila euro: 100mila coperti dall'amministrazione legnaghese con gli oneri di urbanizzazione e l'importo residuo finanziato dalla Regione tramite un bando di gara, che è stato pubblicato lo scorso agosto e che vede «Verona 5» ai piani alti della graduatoria.


«Ci auguriamo», aggiunge Bisighin, «di poter accedere a questo contributo in quanto nel nostro distretto, che sta prendendo forma e che è in procinto di dotarsi di un regolamento, manca ora un punto di riferimento organizzato. D'altronde la normativa in materia ci impedisce di usufruire di fabbricati esistenti poichè la struttura deve essere antisismica ed ubicata in una zona strategica, comoda alla grande vibilità e dotata di un parcheggio per almeno 150 auto». La nuova cittadella della sicurezza non faciliterà solamente l'attività alla squadra capeggiata da Luigi Bicego. «Ma consentirà anche», conclude Bisighin, «di razionalizzare gli acquisti evitando così doppioni e che il materiale diventi obsoleto».

 

( Fonte: http://www.larena.it/)

 

Le strade finiscono sotto accusa

In 21 giorni perse tre giovani vite

ASFALTO INSANGUINATO. Lo strazio di famiglie, amici e istituzioni per la scomparsa dei ragazzi di Casaleone e Legnago

Il sindaco: «Ho incontrato il comitato di Aselogna, stiamo studiando nuovi interventi» Le reazioni su Facebook: «Uniti da un triste destino, sarete sempre nei miei pensieri»

Verona. Nel giro di appena tre settimane la disperazione per la perdita di un figlio è entrata in tre case della Bassa. Tre incidenti stradali hanno spezzato altrettante giovani vite portando sconforto e disperazione in famigliari e amici. La prima vittima è stata Mirko Bonfante, 32 anni, residente a Casaleone, deceduto il 25 settembre scorso, mentre si trovava nel bresciano per lavoro. Nello stesso incidente si sono salvati due colleghi di Bonfante, anch'essi di Casaleone.
 

Venerdì notte e sabato pomeriggio due tragedie a Cerea. Nel primo scontro, avvenuto davanti casa dove viva con i genitori nella frazione di Aselogna in via Bosco, a perdere la vita è stato il 18enne Marco Bonadiman, studente al quinto anno del Minghetti di Legnago. Stava rientrando a casa con il suo scooter e si è scontrato con un fuoristrada che proveniva dalla direzione opposta.
Appena 12 ore dopo sulla strada provinciale che da Cerea porta a Bovolone è morto il trentunenne Denis Zago, falegname, residente a Casaleone in via Boccare. La dinamica più probabile è quella di un violento impatto frontale tra la moto che conduceva e un'auto proveniente dalla corsia opposta.


«Di fronte a tali situazione di sofferenza», spiega don Italo Grella, parroco di Aselogna che si è recato sabato a portare conforto ai genitori di Marco, il loro unico figlio, «rimango senza parole. Nella fede cristiana ci chiediamo perché succede questo, ma Dio non ci risponde. Spetta a noi intuire quello che Lui ci dice nel silenzio». Parole di cordoglio alla famiglia Bonadiman arrivano anche dal sindaco di Cerea, Paolo Marconcini. «Esprimo la mia vicinanza ai famigliari, appena mi sarà possibile andrò a trovarli. Episodi come questo lasciano sbalorditi e senza fiato».
Il tratto di strada dove è avvenuto l'incidente è un lungo rettilineo in mezzo alla campagna che induce a schiacciare l'acceleratore. «Di recente ho incontrato i membri comitato di quartiere di Aselogna», continua Marconcini, «che mi hanno segnalato i problemi di viabilità presenti nella frazione. In quel rettilineo passano un gran numero di mezzi pesanti, un problema di difficile soluzione. Stiamo cercando di mettere in atto tutte le strategie possibili per la prevenzione stradale anche se purtroppo non sempre basta». Il ritratto di Denis Zago è quello di un bravo ragazzo, secondo di tre fratelli, che con il suo lavoro di falegname aiutava la famiglia, con la quale abitava, ad andare avanti. Aveva la patente della moto da solamente da un anno e il veicolo che guidava l'aveva acquistato da appena tre mesi.


Al divulgarsi di quanto successo molti amici si sono immediatamente recati sul luogo dell'incidente. La notizia inoltre è subito arrivata anche su Facebook. Infatti, nel gruppo creato per ricordare la scomparsa di Mirko Bonfante, alle 16.28 di sabato una ragazza scriveva, «Ciao Mirko, non so se eri amico di Denis, ma ora lui è lì con te, un triste destino vi ha uniti ma sarete per sempre nei miei pensieri». Sabato sera il sindaco Gabriele Ambrosi ha visto i famigliari di Denis. «Negli ultimi anni», afferma sconsolato Ambrosi, «tra incidenti e morti sul lavoro a Casaleone ci sono stati troppi decessi. Vorrei essere il sindaco dei vivi e non dei morti. Nella famiglia di Denis nonostante il grande dolore ho trovato una serenità e fiducia nella vita che mi ha lasciato sorpreso. Queste tragedie ci devono far riflettere. Aumenteremo le iniziative per la salvaguardia delle persone al volante».


Le date dei funerali di Marco e Denis non sono ancora state comunicate, le famiglie sono in attesa che le indagini sugli incidenti si concludano. Sabato mattina, infine, ha perso la vita anche Janet Elisabeth Vasquez Freile, 23 anni. L'equadoregna è morta tra i caselli di Montebello e Soave in auto con il fidanzato dopo una serata trascorsa in discoteca.

Francesco Scuderi

( Fonte: http://www.larena.it/dossiers/Comunità/ )

Fuoco e fiamme sul voto che scaccia la centrale

L’assessore di Sanguinetto e consigliere di opposizione dice che lui ci vivrà vicino e «questa è una garanzia»

 

 

Zoom Foto

La località Campaiar di Sanguinetto dove sorgerebbe la centrale

CASALEONE. Duro scontro l'altra sera tra maggioranza e opposizione. La miccia è stata - come era nelle previsioni - il voto sulla mozione presentata dalla maggioranza sulla centrale a biomasse che dovrebbe essere costruita a Sanguinetto. Voto che è stato possibile solo oltre due ore di serrate accuse da una parte e dall'altra. I toni sono arrivati al punto che il sindaco Gabriele Ambrosi ha dovuto sospendere il consiglio per un quarto d'ora. Tutto è iniziato quando il presidente del consiglio Simone Marconcini ha «bloccato» l'intervento di Maurizio Lorenzetti, rappresentante dell'opposizione ma anche assessore esterno al Bilancio in giunta a Sanguinetto, perché aveva sforato i tempi per parlare dettati dal regolamento. Lorenzetti ha protestato platealmente, definendo Marconcini «una figura inutile». Immediato il richiamo a Lorenzetti. Nonostante ciò il consigliere ha continuato la sua invettiva, beccandosi altri due richiami e l'esclusione e impedendo che i lavori continuassero. Dopo la sospensione, la mozione anti centrale è passata con i soli voti della maggioranza. Al momento di votare, infatti, l'opposizione si è alzata in piedi per non partecipare.


Nella convenzione sottoscritta da Sanguinetto con le società Avepo, Termotecnica spa e Seren, è previsto che l'impianto per la produzione di energia elettrica a Campaiar, confine nord di Casaleone. In cambio, Sanguinetto riceverà dalle ditte 200 mila euro annuali più una percentuale di fatturato. Condizioni che a Casaleone non vanno proprio giù. «Lo stesso impianto», dice la mozione, «proposto a Gazzo e a Nogara, non è stato approvato ed è stato bocciato dalla Provincia. L'enorme dimensione della centrale provocherebbe forte impatto ambientale, con emissione di ossidi e di polveri a discapito della qualità dell'aria. Inoltre, il trasporto di circa 70 mila tonnellate annue di materiale organico richiesto per il funzionamento, aumenterebbe il traffico nei Comuni limitrofi». La paura più grande però è quella che poi «l'impianto si trasformi in un inceneritore di rifiuti». L'amministrazione ha quindi votato il suo «parere negativo verso impianti a biomasse a filiera lunga e di elevata potenza in prossimità del proprio territorio».


Da parte sua l'opposizione ha detto che la mozione è «superficiale, quasi dannosa». «Anche noi siamo perplessi sulla centrale», ha detto il consigliere Tosco Nicoletta, «ma per ora esiste solo una convenzione e nessun progetto. Si deve discutere su dati tecnici e non sulle parole dei politici. E serve maggior informazione ai cittadini». Le parole di Tosco sono state condivise dal resto dell'opposizione. Maurizio Lorenzetti ha spiegato come, «il contributo di 200 mila euro al comune di Sanguinetto non è un rimborso per possibili danni ambientali. Avevamo chiesto alle ditte di fornirci l'energia elettrica per gli impianti d'illuminazione pubblica, ma ci è stato detto che l'energia per contratto deve essere ceduta all'Enel. Ecco il senso del contributo economico. La centrale sorgerebbe a pochi metri da casa mia e se io faccia parte della giunta di Sanguinetto, è una garanzia per i cittadini». F.S.

 

 

( Fonte: http://www.larena.it/dossiers/Comunità/ )

CASALEONE. Ladri di tabacchi nella rivendita «Mille cose» di Piazza del Popolo

Altra razzia di sigarette, bottino 15mila euro

I negozianti del settore sono nel mirino della criminalità e la Federazione prepara un piani per la sicurezza

 

CASALEONE. Ennesima razzìa di tabacchi. Questa volta è toccato al negozio «Mille cose» in Piazza del Popolo a Casaleone. E anche questa volta il bottino è stato cospicuo, 15 mila euro in stecche di sigarette, al punto da far pensare che i ladri, prima di agire, si informino non si sa per quali vie delle forniture a disposizione dei tabaccai. Il furto di ieri notte - anzi, erano già le 5 di mattina - è stato preceduto da un altro, nell'abitazione attigua al negozio dove abita il proprietario dello stabile in cui è stata aperta la tabaccheria. Velocissima la visita dei ladri che ne sono usciti con due orologi e un telefono cellulare. Il telefonino è stato abbandonato subito dopo, gettato in giardino. La loro méta era infatti la tabaccheria e forse hanno pensato che si potesse raggiungere dall'abitazione attigua.

 

                           (DIENNE FOTO)

Così non era e quindi hanno forzato una finestra sul retro della rivendita, proprio quella dove erano depositate le maggiori scorte di sigarette. Con estrema precisione, i ladri hanno svuotato gli scaffali e se ne sono andati con 15 mila euro di valore di bottino, come dicevamo. La titolare del negozio, F.D.M., ha scoperto l'incursione all'alba. Un rapido controllo le ha permesso di verificare che è stato rubato anche denaro contante, 1.000 euro circa, che aveva lasciato nella rivendita la domenica mattina ed era il ricavato della vendita di giornali, tagliandi di lotterie e altro. Per entrare nel negozio, i malviventi hanno scardinato una finestra, hanno allargato le sbarre di protezione ed aperto la seconda finestra che dà all'interno.


Il furto di ieri notte, come altri, nutre il commercio abusivo di sigarette e fa pensare che ad agire sia sempre la stessa banda. Questo è quanto si ritiene alla Federazione tabaccai di Verona, dove l'ammanco di Casaleone è stato immediatamente segnalato per avere assistenza nel recupero dell'assicurazione contro i furti di sigarette. Secondo il vice presidente nazionale della Federazione e commissario veronese Italo De Rossi, l'ondata di furti nelle tabaccherie della Bassa non è preoccupante perché nella media stagionale: «Durante i periodi di ferie», dice De Rossi, «c'è sempre un picco di furti. Questa volta non si fa eccezione anche se la Federazione promuoverà presto una campagna di sicurezza per i rivenditori di tabacchi: molti infatti forse non saranno che esistono dei contributi statali da investire nell'aumento dei sistemi di controllo nel proprio negozio».


«Mille cose» di Piazza del Popolo non aveva sistema di allarme, per esempio, ma i fatti dicono che anche in presenza di un segnalatore, i ladri riescono ad agire ugualmente e, anzi, alcuni sono così ben addestrati da renderlo inefficiente prima di rubare. Come è successo di recente al distributore di benzina sul ponte Limoni.
Sul doppio furto - di orologi nell'abitazione e di stecche di sigarette nella rivendita della piazza - stanno indagando i carabinieri di Sanguinetto e di Legnago.

 

(Fonte: http://www.ilgiornaledivicenza.it)

Ciclabile Treviso-Ostiglio, fatto l'accordo

Vicenza. 17-7-2009. Una battaglia vinta, questa volta. Almeno dagli ambientalisti e dagli appassionati della bicicletta. Perché, a scanso di dietrofront dell'ultima ora, è arrivato l'accordo definitivo alla ciclabile Treviso-Ostiglia (vedi il dossier allegato) sul percorso della ex ferrovia. Insomma si potrà andare da Treviso a Ostiglia in bicicletta grazie a una pista interamente ciclabile lunga 118 chilometri. Il percorso si snoderà tra i paesaggi più suggestivi del Veneto per approdare nel Mantovano in Lombardia lungo la storica linea ferroviaria. Interessa quattro provincie e 29 comuni veneti il progetto strategico denominato "Via Ostiglia" per la realizzazione di una pista ciclabile interregionale lungo la dismessa linea ferroviaria Treviso-Ostiglia (Mantova).

Il progetto è stato presentato oggi presso la sede della Provincia di Vicenza dall'assessore regionale all'urbanistica e politiche per il territorio, Renzo Marangon, dal consigliere regionale Roberto Ciambretti e dagli assessori provinciali Costantino Toniolo di Vicenza, Franco Conte di Treviso e Samuele Campedelli di Verona.

Il progetto interessa un percorso di circa 118 Km, quasi interamente preservati, che partendo da Treviso attraversa la Pianura Padana fino ad Ostiglia, interessando quattro province venete (Treviso, Padova, Vicenza e Verona) la provincia di Mantova e complessivamente 29 comuni: Treviso - Quinto di Treviso, Morgano; Padova - Trebaseleghe, Piombino Dese, Loreggia, Camposampiero, Santa Giustina in Colle, San Giorgio delle Pertiche, Campo San Martino, Curtarolo, Piazzola sul Brenta, Campodoro; Vicenza- Grisignano di Zocco, Montegalda, Montegaldella, Castegnero, Nanto, Mossano, Barbarano Vicentino, Villaga, Sossano, Orgiano; Verona - Cologna Veneta, Pressana, Minerbe, Legnago, Cerea,
Casaleone
.

Il progetto strategico rientra tra quelli individuati dal Piano territoriale regionale di coordinamento e prevede la salvaguardia e la ricomposizione dell'immagine paesaggistica-ambientale complessiva del percorso, dei relativi manufatti di pertinenza e del suo contesto, in quanto parte significativa dell'identità culturale veneta. Tale iniziativa si configura come un progetto urbanistico-paesistico di un "parco lineare" per l'intero percorso.

(Fonte: http://www.ilgiornaledivicenza.it)

 

TRAGICO INCIDENTE.

Urta un'auto muore motociclista di 28 anni

Il giovane vicentino stava tornando da una giornata di mare a Sottomarina con un amico. Lo scontro sul lungo ponte

 

Zoom FotoChioggia 17/6/09. È morto sulla sua Ducati gialla. È entrato in contatto con un'auto, la moto è scivolata sotto, il corpo è volato ed è caduto sull'asfalto. Un impatto violentissimo. Il casco che indossava non è bastato: non c'è stato nulla da fare. La vita di Paolo Forte, 28 anni, di Costabissara, è schizzata via in un lampo. Il giovane, nipote del sindaco del paese, è spirato prima dell'arrivo dell'ambulanza.
Il tragico schianto è avvenuto ieri pomeriggio poco prima delle 18 sulla Romea, a Chioggia. A quell'ora c'era la solita lunga coda di auto in uscita dalla cittadina veneziana: file di turisti pendolari che tornavano a casa dopo una giornata sulla spiaggia. Anche Paolo Forte stava lasciando Chioggia: era stato a Sottomarina con un amico, che era partito poco prima. Paolo aveva chiamato il padre alle 17.30: «Papà, sto partendo». Sarebbe stata l'ultima volta che Renato Forte sentiva suo figlio.
Il dramma è avvenuto sul ponte translagunare, poco prima di Valli. Per cause da accertare, con la Ducati Monster Paolo è entrato in contatto con un'auto, una Ford Focus condotta da un giovane di 23 anni, veronese di Casaleone. La motocicletta è scivolata sull'asfalto, mentre il corpo del centauro è stato sbalzato. Poi la caduta, tremenda. Fatale.
Paolo Forte non è morto sul colpo. Alcuni automobilisti hanno fatto in tempo ad avvicinarsi a lui e a chiamare i soccorsi. Il suo cuore batteva ancora. L'ambulanza è arrivata in pochi minuti a sirene spiegate, ma a quel punto non c'era più nulla da fare.
La polizia locale di Chioggia sta ancora ricostruendo l'esatta dinamica dello schianto. Gli agenti stanno ascoltando alcune testimonianze degli altri automobilisti presenti, fra le quali il racconto di una donna che riferisce di avere visto la moto schizzare impazzita al rientro da un sorpasso delle vetture in colonna.
I vigili, identificata la vittima, hanno subito allertato i colleghi di Isola. I quali hanno avvisato il sindaco di Costabissara, impegnato in una riunione in Comune, per dargli la terribile notizia che Giovanni Forte ha poi portato al fratello e agli altri famigliari. «Paolo aveva appena chiamato suo papà, per dirgli che stava tornando a casa e che lo avrebbe aiutato nel consueto lavoro quotidiano all'agriturismo. Aveva passato una giornata di relax al mare, staccando dal lavoro. Era un ragazzo aperto, legato alla famiglia. Una persona semplice. Buona». Il ritratto di Paolo Forte lo tratteggia il sindaco Giovanni Maria, suo zio e fratello di Renato, il padre della vittima. Ieri sera, l'intera famiglia Forte è piombata nella disperazione dopo essere stata informata della disgrazia dalla polizia locale del consorzio di Isola, Costabissara e Caldogno. Una tragedia che si è abbattuta su una famiglia conosciuta e amata in paese. Paolo Forte, 28 anni, in tasca il diploma al Lampertico di Vicenza, viveva con papà e mamma in via S. Cristoforo, frazione di Motta. «Un bravo ragazzo, e non lo dico perché sono suo zio - racconta il sindaco -. Dopo la scuola, Paolo ha seguito le orme di suo padre, prima lavorando con lui nell'azienda agricola, poi, dal 2004, collaborando nella conduzione dell'agriturismo "Il Grande Portico"». Paolo Forte era «un ragazzo semplice, legatissimo alla mamma: al mattino si preoccupava di prepararle il caffè», ricorda commosso il primo cittadino Aveva la moto, ma «non era un fanatico» delle due ruote: «Poco tempo fa gli avevo chiesto di venderla a me, per mio figlio, quella Ducati Monster - conclude Giovanni Forte -. Lui la usava poco, giusto per qualche gita al mare». Come quella maledetta di ieri.

 

( Fonte: A cura dell'Ufficio Stampa della Regione Veneto  )

Comunicato stampa 1047 del 08/06/2009

 

Valutazione d'impatto ambientale favorevole

per la Nogara Mare - Chisso

(AVN) – Venezia, 8 giugno 2009

“Questa settimana non poteva iniziare meglio, e parlo in questo caso soprattutto da assessore alle politiche della mobilità del Veneto: l’assemblea plenaria della Commissione nazionale di Valutazione di Impatto Ambientale ha infatti dato parere favorevole al progetto dell’autostrada Nogara – Mare Adriatico”.

Renato Chisso è pienamente soddisfatto dell’esito della riunione svoltasi stamani a Roma, “tappa fondamentale per arrivare quanto prima all’approvazione del progetto da parte del CIPE, che speriamo giunga prima dell’estate, in modo da dare seguito alla realizzazione della questa nuova arteria strategica per l’economia regionale e il basso Veneto, ma non solo”.


L’iniziativa, frutto di un project financing, era stato proposta dalla Regione alla Commissione VIA, che ha condiviso tutte le osservazioni che la Giunta veneta aveva introdotto alla luce delle consultazioni con le Province e i Comuni interessati. Resta ora da acquisire il parere del Ministero dei beni culturali, mentre dopo l’approvazione da parte del CIPE potrà essere bandita la gara di concessione per la progettazione definitiva, per quella esecutiva, per la realizzazione dei lavori e per la gestione.


“L’autostrada Nogara – Mare Adriatico – ha ribadito Chisso – sarà anche una straordinaria opportunità per dare risposte a numerosi problemi pluridecennali della viabilità del Polesine e della Bassa Veronese, tenuto conto che rispetto all’arteria autostradale di circa 87 chilometri sono stati previsti 42 chilometri di interventi viari complementari, tra i quali le bretelle di collegamento con gli ospedali di Legnago e di Trecenta”.


Per gli espropri sarà adottato un protocollo analogo a quello già positivamente sperimentato con il Passante di Mestre, con la triplicazione del valore dei terreni agricoli, la compensazione dei danni diretti ed indiretti, valutazione degli immobili come nuovo costruito e la liquidazione dell’80 per cento della somma concordata alla firma dell’accordo bonario. Per i residenti è stata infine prevista la gratuità entro tratti di 16 km per i primi 15 anni di esercizio dell’autostrada. “Ma questi ultimi benefici – ha concluso Chisso – potrebbero essere ampliati quando il progetto verrà messo in gara”.

 

( Fonte: www.giornaleadige.it  - redazione desk@giornaleadige.it )

 

Perché la Treviso-Ostiglia deve essere ciclabile

 
Domenica 24 Maggio 2009 centinaia di ciclisti provenienti da tutto il Veneto confluiranno a Legnago per chiedere la riconversione in pista ciclabile dell’Ostiglia, la vecchia tratta ferroviaria Mantova-Treviso che attraversa tutta la Bassa veronese. L’Ostiglia Day, questo il nome della ciclo-manifestazione, è ormai alla sua quinta edizione.

Una scelta non casuale quella di Legnago come punto di ritrovo, dato che, spiega Bepo Merlin del direttivo degli Amici della Bicicletta di Verona, “Treviso, Padova e Vicenza hanno già cominciato a muoversi finanziando e realizzando tratti di ciclabile lungo il sedime della vecchia ferrovia, solo a Verona l’opera è ancora al palo. A Cologna Veneta, il sedime, che comunque rimane di proprietà demaniale, è stato addirittura cancellato – prosegue – mentre a Legnago è stato acquistato e riconvertito ad altri usi.

Evidentemente – conclude Merlin – le amministrazioni comunali veronesi hanno altri pensieri per la testa quali, ad esempio, pensare a dove far passare l’autostrada Nogara-Mare. Le altre Province, invece, hanno intuito l’importanza, anche sotto il punto di vista dello sviluppo economico-turistico, di quest’opera, che va costituire la pista ciclabile più lunga d'Italia: ben 118 chilometri. Per questo motivo noi torniamo a proporla: da Cerea ad Ostiglia la massicciata è ancora integra”. Nel tratto veronese i Comuni interessati sono sei: Pressana, Cologna Veneta, Minerbe, Legnago, Cerea,
Casaleone. Alla manifestazione di domenica a Legnago sono invitati tutti i sindaci e i rappresentanti della Provincia scaligera. Da Mestre e Treviso i ciclo-manifestanti convergeranno a Monselice in treno per poi proseguire in bici fino a Legnago. Da Vicenza arriveranno invece con mezzi propri fino a Cologna Veneta, per poi raggiungere Legnago in bicicletta. Da Verona il comitato organizzatore Ostiglia Ciclabile (di cui fanno parte anche gli Amici della Bicicletta) propone due percorsi.

Il primo da Verona a Legnago in bici (90 km tra andata a ritorno). Il secondo da Verona a Ostiglia in treno e poi risalita in bici (75 km). Da Verona la partenza è alle 9 dalla sede degli Adb di via Spagna e alle 9.30 dalla stazione di Porta Nuova, a seconda del percorso scelto.
 

 

 

( Fonte: http://www.larena.it/dossiers/Comunità/ )

La solidarietà non si ferma e c'é chi è pronto a tornare

Materiale didattico dalle scuole, soldi anche dai politici

Ed i volontari sul posto rendono omaggio ai bimbi morti

 

Ad un mese esatto dal terremoto d'Abruzzo non si ferma il flusso solidale che ha unito da subito la Bassa con le popolazioni dei paesi colpiti dal sisma. E mentre iniziano a divampare - a livello nazionale - le prime polemiche sull'entità e la rapidità della ricostruzione, i centri della pianura veronese continuano a fare quello che hanno fatto fin da quella terribile mattina del 6 aprile scorso: raccolgono soldi e beni di prima necessità a fanno in modo che arrivino al più presto in Abruzzo.

Come a Villabartolomea dove in campo è sceso direttamente anche il consiglio comunale dei ragazzi con due distinte iniziative. La prima è stata una raccolta di generi alimentari da colazione già inviati a Roio del Piano tramite la protezione civile di Verona ed il Gruppo alpini; la seconda sta provvedendo a far pervenire alle scuole-tenda dell'Aquila venti scatoloni di penne, quaderni, temperini, astucci e zaini. Il carico, raccolto in collaborazione con le scuole di Castagnaro, è stato consegnato ai militari della caserma «Briscese» di Legnago che nei prossimi giorni partiranno per l'Abruzzo con un nuovo contingente di aiuti. Fino alla fine di maggio verrà realizzata una terza raccolta di materiale, questa volta riservata all'igiene personale.
 

Due consigli comunali - gli ultimi di una lunga serie, per la verità - hanno poi provveduto ad autotassarsi. A Zimella i consiglieri devolveranno il loro gettone di presenza, pari a circa 17 euro a persona, ai terremotati abruzzesi su iniziativa di Giorgio Scarsetto che ha visto il benestare di tutta l'assemblea. Maggioranze e opposizione unite con lo stesso obiettivo anche a Minerbe, dove con voto unanime il consiglio comunale ha deciso di approvare un contributo a favore delle vittime del terremoto per una cifra che resta però da decidere: il contributo minimo sarà di circa 5mila euro, pari ad 1 euro per ogni cittadino residente nel Comune, ma il sindaco Carlo Guarise, dopo aver sentito il parere della Provincia, non ha escluso che il contributo possa essere più elevato e per questo ha chiesto e ottenuto che la mozione venisse approvata con la possibilità di «integrare il contributo se necessario». Durante la stessa seduta, l'assise consiliare ha voluto anche rendere omaggio e ringraziare i volontari della Protezione civile Ana della Bassa veronese, con sede a Minerbe, per l'intervento prestato a L'Aquila. Al caposquadra Luigi Bicego è stata consegnata una targa.
 

Dal 6 al 13 giugno la squadra della Bassa tornerà nei luoghi colpiti dal terremoto. Anche nella tendopoli Globo dell'Aquila dove, però, troverà una nuova strada dedicata ai bambini morti a causa del sisma. Ad istituirla sono stati tre volontari della protezione civile del nucleo Fis Cb 27 di Casaleone insieme ai volontari dell'Ana. È forse questa l'immagine più bella e al contempo più drammatica di una settimana passata tra i campi tendati dell'Aquila. Definiti eroi dallo stesso primo cittadino - che li ha pubblicamente ringraziati durante l'ultimo consiglio comunale - Giorgio Donatoni, Filippo Lorenzetto e Luca Zanchetta si sentono invece persone comuni andate in Abruzzo per fare volontariato. «Io ero alloggiato alla caserma della Guardia di finanza di Coppito ed avevo il compito di coordinare le comunicazioni radio con le tendopoli dove erano alloggiati gli altri due colleghi di Casaleone», ha spiegato Lorenzetto. «Non è facile vivere in quelle condizioni ma le persone, nonostante tutto, dimostrano una forza ed un coraggio straordinario».

Hanno collaborato Elisabetta Papa, Francesco Scuderi e Francesca Poletti

 

 

( Fonte: http://www.larena.it/dossiers/Comunità/ )

A convincere gli esperti è stato il ruolo che la palude ricopre per numerosissimi uccelli migratori

 

Il Busatello ora è un'oasi internazionale

Il ministero dell’Ambiente ratifica l’iscrizione dell’area compresa tra il Veronese ed il Mantovano nella convenzione mondiale di Ramsar sulle zone umide

La palude del Busatello è stata dichiarata a tutti gli effetti zona protetta di interesse internazionale. Il ministero dell'Ambiente ha ratificato l'iscrizione dell'area situata nei territori di Gazzo e di Ostiglia alla convenzione di Ramsar. L'accordo, siglato nel 1971 e adottato da 130 Paesi, prevede la salvaguardia delle zone umide considerate più importanti al mondo e delle specie animali che vi trovano habitat ideali.

A convincere gli esperti internazionali e i funzionari statali della necessità di proteggere ancora più di quanto lo sia oggi il Busatello è stato principalmente il ruolo che la palude ricopre per numerosissimi uccelli migratori. La zona umida è infatti una delle poche e predilette aree di sosta nel Nordest per molte specie, almeno un centinaio secondo il documento redatto dal ministero. Buona parte di questi animali inoltre è stata iscritta anche nell'elenco Cee per la conservazione degli uccelli selvatici.

Il Busatello è una delle zone preferite nella quale fermarsi durante gli spostamenti stagionali dal nord al sud del globo. Nell'area infatti gli uccelli trovano le condizioni ideali per svernare, alimentarsi, riprodursi e mutare il piumaggio. Un'altra caratteristica importante dell'oasi è quella di conservare ancora numerose specie di piante e fiori quasi scomparse dalla pianura veneta.
Quella del Busatello è una delle rare aree paludose rimaste pressoché intatte dopo le incessante bonifiche dell'800 che hanno cambiato il volto alle Valli Grandi Veronesi.

Un'altra palude simile, più a est, è quella del Brusà a Cerea. Anche questa seconda oasi ha cominciato alla fine dell'anno scorso l'iter burocratico per rientrare a far parte delle zone protette dalla convenzione di Ramsar, e sta attendendo dal Ministero dell'ambiente un atto identico a quello emesso per il Busatello. Far parte dell'accordo internazionale infatti, oltre a giovare all'immagine dell'oasi e dunque al turismo, prevede che a garantire la tutela siano i singoli Stati oltre alla Regione Veneto, alla Provincia di Verona, al Comune di Gazzo e al Wwf.

A.C.

AGRICOLTURA – IL VENETO FA POKER DI RADICCHI. MANZATO:

IGP ANCHE AL “VERONA”

Regione Veneto -Comunicato stampa 177 del 03/02/2009

(AVN) – Venezia, 3 febbraio 2009

Poker vincente di IGP per i radicchi del Veneto. “Da oggi è ufficiale – ha annunciato il vicepresidente della Giunta regionale Franco Manzato – anche il Radicchio di Verona può fregiarsi del riconoscimento europeo di Indicazione Geografica Protetta. E’ stato infatti pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Comunità di oggi il regolamento del due febbraio che sancisce l’iscrizione di questo nostro prodotto nell’apposito Registro registro comunitario. Il Radicchio di Verona, proposta come “tipo precoce” e “tipo tardivo”, si affianca dunque al Radicchio di Treviso (il progenitore di tutti i radicchi IGP della regione), al Variegato di Castelfranco e al Chioggia. Il Veneto si conferma così come il distretto mondiale dei radicchi di qualità certificata, frutto della storia, del lavoro e della sapienza contadina dei nostri produttori”.


“L’intera gamma dei radicchi veneti rientra così a pieno titolo pienamente nelle tutele di legge e potrà essere presentata e proposta, oltre che con il marchio comunitario, anche sotto il “logo a ombrello” del Veneto dell’ospitalità – ha aggiunto Manzato – che promuoverà e renderà facilmente riconoscibili i prodotti agroalimentari certificati di qualità: la stella a sette punte affiancata dal leone alato di San Marco e dalla frase “Veneto. Tra la terra e il cielo”. Anche il radicchio è infatti elemento di promozione e valorizzazione del Veneto e dei suoi primati in tutto il mondo: in campo agroalimentare, enogastronomico, culturale, artistico e turistico”.
Il radicchio di Verona IGP si distingue per la sua forma a ovale allungato, con le foglie compatte di colore rosso scuro intenso abbellite da una nervatura principale bianca, molto sviluppata. Poliedrico nella sua presentazione culinaria, si può consumare crudo o cotto accompagnando molte pietanze


La zona di produzione del “Radicchio di Verona” IGP si estende nella fascia del basso Veneto costituita da terreni sabbiosi ricchi di sostanza organica, profondi, ben drenati, freschi, e dotati di buona fertilità, con un clima caratterizzato da estati molto calde ed afose ed inverni rigidi e nebbiosi con escursione termica annua elevata. L’areale produttivo comprende il territorio dei seguenti Comuni.
In provincia di Verona: Trevenzuolo, Salizzole, Nogara, Concamarise, Sanguinetto, Cerea,
Casaleone, Legnago, Minerbe, Roveredo di Guà, Cologna Veneta, Veronella, Arcole, Zimella, Isola della Scala, Bovolone, Bevilacqua, S. Pietro di Morubio, Roverchiara, Gazzo Veronese, Sorgà, Erbè, Oppeano, Isola Rizza, Albaredo d’Adige, Pressana, Villa Bartolomea, Castagnaro, Terrazzo, Boschi S. Anna, Angiari, Bonavigo.


In provincia di Vicenza: Asigliano Veneto, Pojana Maggiore, Noventa Vicentina, Campiglia dei Berici, Agugliaro, Sossano, Villaga, Albettone, Orgiano, Alonte, Lonigo, Barbarano Vicentino, San Germano dei Berici.
In provincia di Padova: Casale di Scodosia, Castelbaldo, Masi, Megliadino S. Fidenzio, Megliadino S. Vitale, Merlara, Montagnana, Ospedaletto Euganeo, Saletto, S. Margherita d'Adige, Lozzo Atestino, Urbana.
 

A cura dell'Ufficio Stampa della Regione Veneto

( Fonte: http://www.larena.it/dossiers/Comunità/ )

SGOMINATO TRAFFICO DI STUPEFACENTI

Dopo due anni di indagine i carabinieri hanno scardinato un’organizzazione che importava coca e hashish dal Nord Europa

 

I cinque «pezzi forti» dell'organizzazione, ovvero i grossisti, se li sono tenuti per ultimi e li hanno arrestati tra la notte e l'alba di ieri. Attendere due anni prima di incastrare i grossisti della rete di spaccio di hashish e cocaina - rete con le sue maglie nella Bassa e tra le provincie di Rovigo, Mantova e Padova - non è stato uno sfizio dei carabinieri. Erano due anni esatti che i carabinieri di Legnago, Cerea, Sanguinetto, Verona, Este, Castelmassa e Rovigo, lavorano alla complessa operazione «Holland» ma la quadratura del cerchio ha richiesto la giusta dose di pazienza. La raccolta di prove nei confronti dei cinque basisti, infatti, necessitava di essere precisa al millimetro: pedinamenti, indagini, filmati, l'uso di mezzi sofisticati appoggiandosi alla Direzione centrale per i servizi antidroga di Roma e alla collaborazione della Guardia di finanza, hanno permesso di delineare il vero ruolo dei quattro fratelli Fikri - Aziz, 35 anni di Casaleone, Abdelouahab, 33 e Bouchaib, 31 entrambi residenti a Cerea e Mohamed, 26, di Ostiglia - oltre ad un quinto magrebino, Chair Laghzaoui, 29 anni, di Poggio Rusco.


Attorno a questi soggetti gravitavano altre 17 persone, tra italiani e marocchini, che si rifornivano di hashish e cocaina per rivenderla in tutta la Bassa: tutte e 17 sono finite agli arresti per detenzione e spaccio su richiesta del pubblico ministero Carlo Villani, che ha coordinato le indagini. Da febbraio 2006 ad oggi sono stati sequestrati - otto chili di hashish, 500 grammi di cocaina, 500 mila euro in contanti e due auto. Si calcola però, che negli ultimi due anni i 22 arrestati abbiano smerciato una cosa come 30 chili di coca e 120 di hashish per un valore commerciale di 3 milioni di euro.


Questi gli arrestati: Gennaro Di Chiara, 29 anni, di Magnacavallo, Mantova; Massimo Zanini, 32, di Poggio Rusco; Ciro Santoro, 28, di Nogara; Nabil Idrissi, 28, di Cerea; Francesco Montresor, 22, di Nogara; Rida Khalfi, 27, di Legnago; Rudy Osti, 29, di Isola della Scala; Massimiliano Franzoso, 28, di Bovolone; Alì Foughali, 27, di Ostiglia; Nabil Rabia, 24, di Legnago; El Assan El Khouttif, Mourad Et Taia, Andellatif Essahraoui, Khalifa Dahman e El Alami Dahman.


L'operazione «Holland», chiamata così perché la droga veniva comperata dai magrebini in Olanda oppure a Milano, se il mercato estero si presentava scarso, ha preso le mosse tra Cerea e
Casaleone e specialmente grazie al fiuto investigativo dei carabinieri di Cerea. Sono stati costoro a stare alle costole ai fratelli Fikri i quali gestivano, tra Casaleone e Cerea, lecite attività commerciali: due phone center, un bar, una macelleria bazar e un negozio etnico. Destava sospetto il fatto che i negozi, che funzionavano anche per tenere i contatti con gli spacciatori al minuto, non potevano garantire un tenore di vita come quello che avevano i fratelli magrebini. Un rapido arricchimento e l'acquisto, anche in contemporanea, di più attività commerciali, hanno messo la pulce nell'orecchio ai militari dell'Arma. Ma da lì a ricostruire il quadro completo della complessa attività - gestita da personaggi definiti da Francesco Provvidenza, comandante dei carabinieri di Legnago, «scaltri ed intelligenti» - ce n'è voluto.

 

Ci sono voluti due anni esatti. Ma ieri mattina lo sforzo delle forze dell'ordine è stato premiato. Il giudice per le indagini preliminari Enrico Sandrini ha firmato le ordinanze di custodia cautelare in carcere per Aziz, Abdelouahab, Bouchaib e Mohamed (quest'ultimo è in Marocco, però), oltre che per Chakir Laghzaoui, il «concessionario» di Ostiglia e di un altro indagato che è ancora ricercato.
Per avvalorare le loro ipotesi, i militari dell'Arma hanno ascoltato una sessantina di persone, soprattutto coloro che comperavano la droga dagli spacciatori. L'importante operazione, alla quale ha partecipato attivamente anche il nucleo Radiomobile dei carabinieri di Legnago, è stata illustrata ieri mattina in conferenza stampa al comando provinciale dell'Arma.

D.A.

 

 

( Fonte:http://www.larena.it/ultima/oggi/provincia/)

 La Nogara Mare passera più a sud

La Regione e la Provincia hanno accolto tutte le richieste della giunta di Casaleone per il tracciato dell'autostrada Nogara mare.

È quanto è emerso durante la riunione che l'amministrazione ha organizzato per i cittadini che hanno così potuto incontrare i progettisti dell'autostrada che ne hanno illustrato il tracciato e le conseguenze che essa avrà sulla viabilità. La striscia di asfalto passerà infatti a sud di Casaleone ed avrà il casello in località Facciabella, poco più a nord del passaggio della vecchia ferrovia. «Abbiamo avuto la conferma della costruzione della bretella che collegherà il casello a Venera e questo eliminerà il problema del traffico pesante che oggi affigge il centro e la regionale 10», ha commentato l'assessore Rosa Zago.

Non solo: il Comune ha visto accogliere la richiesta di totale salvaguardia della Valli Grandi, che non verranno toccate, e di alcune corti rurali storiche come Castellazzo e Borghesana, nonché di alcuni importanti terreni agricoli. Un’ombra però è rimasta: la costruzione di una seconda bretella che collegherebbe Facciabella a Ca' Persa. «Per ora la Regione non si è esposta, ma sono sicura che anche quel tratto verrà realizzato una volta partiti i lavori dell'autostrada», ha dichiarato Zago che vorrebbe così veder realizzata una vera e propria circonvallazione intorno a Casaleone.
 

In un auditorium gremito anche i cittadini hanno trovato spazio con non poche colorite obiezioni alla costruzione dell'autostrada. Le preoccupazioni maggiori le hanno espresse i coltivatori diretti e coloro che si vedranno espropriati campi e capannoni, angosciati per la perdita economica e per il futuro delle loro attività tanto da chiedere al sindaco lo spostamento del tracciato: chi più a nord, chi più a sud. Altri, invece, si sono detti preoccupati per l'impatto ambientale dell'opera con possibili conseguenze sulla salute degli abitanti. A questo riguardo i tecnici hanno assicurato che l'impatto sonoro e ambientale sarà mitigato da lunghe file di alberi che saranno posizionate vicino l'autostrada e che fungeranno da polmone verde per il paese. Il livello di inquinamento verrà monitorato, garantendo gli standard di qualità dell'aria previsti per legge.

«Comprendo la preoccupazione dei cittadini, ma l'autostrada rappresenta una grossa opportunità per il futuro economico di Casaleone e per altri Comuni che potrebbero avere nuovo sviluppo proprio grazie a questa arteria», ha concluso Zago. Per coloro che avessero obiezioni, ogni mercoledì pomeriggio in municipio è possibile lasciare le proprie richieste all'architetto Mantovani.

F.PO.

Mercoledì 15 Ottobre 2008

(Fonfe: http://www.larena.it/ultima/oggi/provincia/)

 

 

( Fonte:http://www.regione.veneto.it/Notizie/Comunicati+Stampa/Giugno+2008/1065.htm)

 NOGARA MARE.

ASSESSORE CHISSO PRESENTA A LEGNAGO LE OPERE COMPLEMENTARI

 

Comunicato stampa 1065 del 30/06/2008

(AVN), Legnago 30 giugno 2008

L’assessore alle politiche della mobilità della Regione del Veneto, Renato Chisso, ha illustrato oggi a Legnago gli interventi complementari che saranno realizzati e finanziati in provincia di Verona nell’ambito dell’intervento autostradale a costo zero per regione ed enti locali, Nogara- Adriatico. L’opera interesserà complessivamente 26 comuni delle province di Verona e Rovigo, di cui solo due si sono detti preventivamente contrari.  “Rispetto ad una nuova arteria autostradale di circa 87 chilometri – ha fatto presente l’assessore – alla luce anche delle osservazioni dei Comuni e delle prescrizioni della commissione regionale di Valutazione di Impatto Ambientale, sono stati previsti 42 chilometri complessivi di interventi viari complementari, di cui 24 interesseranno la provincia di Verona”.

Le opere riguarderanno il collegamento tra le S.S. 12 e la S.R. 10 interessando i comuni di Nogara e Gazzo Veronese; la Bretella di Casaleone che metterà in collegamento la S.R. 10  e l’autostrada in prossimità del casello di Casaleone; la Bretella di collegamento tra la S.P. 47 del Menago e l’autostrada in prossimità del casello di Casaleone; la Bretella di Casoni Rampin, che baipasserà il centro abitato di Casoni Rampin collegandosi alla S.P. 46 C interessando i Comuni di Legnago e Cerea; il collegamento tra il casello di Legnago e via Rodigina Nord che unirà l’autostrada con la zona ospedaliera di Legnago; il collegamento tra il casello di Villa Bartolomea e la S.S. 499, posizionato per un futuro prolungamento con il nuovo Ponte di Terrazzo; dunque  il sistema delle complanari all’autostrada in comune di Villa Bartolomea per la continuità della viabilità esistente; il sistema delle complanari all’autostrada in comune di Castagnaro.

“L’autostrada – ha precisato Chisso- sarà anche occasione per valorizzare il territorio in quanto proprio con le opere complementari si andranno a risolvere alcuni questioni che da decenni attendevano risposta”. Nel corso dell’incontro l’assessore ha ricordato inoltre che per gli espropri sarà adottato lo stesso protocollo già positivamente sperimentato con il Passante di Mestre, che prevede la triplicazione del valore dei terreni agricoli, la compensazione dei danni diretti e indiretti, la valutazione degli immobili come nuovo costruito e la liquidazione dell’80% della somma concordata alla firma dell’accordo bonario e il rimanente  20% al rogito.

Allo stato attuale è stata inoltre prevista la gratuità per i residenti entro tratti di 16 chilometri per i primi 15 anni di esercizio dell’autostrada. “Ma i benefici – ha precisato Chisso- potrebbero essere ampliati quando il progetto, dopo l’approvazione da parte del CIPE, verrà messo in gara per individuare il soggetto che andrà a realizzare e a gestire l’opera. Voglio ricordare che per la Pedemontana si è arrivati alla gratuità entro tratte di 21 chilometri per 21 anni tutto questo – ha proseguito Chisso – si aggiunge ai benefici diretti per la mobilità e l’economia locale: con l’entrata in funzione dell’autostrada, infatti, per la Bassa Veronese e il Polesine è stato valutato un aumento del PIL dello 0,5%”. Per quanto riguarda i tempi di realizzazione, l’assessore Chisso ha infine indicato che entro il 2008 è prevista l’autorizzazione da parte del CIPE e nei primi mesi del  2009 dovrebbe essere aperta la gara d’appalto, per cui, dopo un successivo passaggio tecnico, verranno avviati entro la fine del 2009 i lavori, che dureranno circa 4 anni.

A cura dell'Ufficio Stampa della Regione Veneto

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