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Fatte salve le premesse, vedi in CHI SIAMO, il sito offre visibilità a tutti, se iniziative partitiche: con spazio autogestito e gratuito, in par condicio.  

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( Fonte: http://www.larena.it/)

 

BASSA. Le principali arterie sono state messe sotto controllo

Nel Legnaghese parecchi danni ai tetti delle case.

E' stato richiesto anche l'intervento dei pompieri

La bora danneggia le piante e spezza i cornicioni

Zoom Foto11/3/2010 - Il vento e la neve che da martedì pomeriggio sono tornati a sferzare anche l'intera area del Basso veronese non hanno provocato, fortunatamente, né danni gravi né interruzioni alla viabilità.
Tutte le principali arterie di collegamento - tra cui la Transpolesana e annessi svincoli, sul tratto che va da Castagnaro ad Oppeano - sono state oggetto di monitoraggi da parte di mezzi dell'Anas, sollecitati dalla Polstrada di Legnago o di tecnici allertati dai singoli Comuni. Fin dall'altra sera, si è continuato a garantire la percorrenza delle strade con interventi di sgombero della neve che si era accumulata solo in aree particolarmente esposte, come ad esempio alcune strade in aperta campagna e con successivi spargimenti di sale, eseguiti soprattutto in via preventiva allo scopo di evitare la formazione di pericolose lastre di ghiaccio.

 

La zona dove si sono registrati maggiori disagi è quella del sud della Bassa, compresa tra i Comuni di Villa Bartolomea e Castagnaro, al confine con il Rodigino. Qui la bufera della serata di martedì ha provocato diversi accumuli di neve soprattutto nelle aree confinanti con le valli. Gli uffici tecnici comunali, già in preallarme dal pomeriggio, hanno provveduto tempestivamente al passaggio di mezzi di sgombero e «spargisale».


A Villa Bartolomea, gli interventi più consistenti sono stati eseguiti in via Beccascogliera, nella frazione di San Zeno in Valle, e in via Brancaglia. «A Legnago, invece, la viabilità non ha registrato alcun problema particolare», come assicurano il comandante della polizia locale Carlo Lodola e l'ufficio tecnico del Comune che, «in vista di un eventuale abbassamento della temperatura», ha provveduto allo spargimento di sale in alcune zone di grande traffico, come il centralissimo ponte Principe Umberto.


Qualche rallentamento si è avuto solo per le forti raffiche di vento e la caduta di rami, per i quali sono subito intervenuti i vigili del fuoco. Altre uscite dei pompieri, per rami e piante spezzati o per tegole in bilico sui cornicioni, si sono ripetute, dalle 16.30 dell'altro ieri fino a tutta la notte, nel Legnaghese, tra Cerea e
Casaleone, e nel Colognese. Parecchi disagi invece per scooteristi e pedoni alla prese con una bora davvero difficile da domare. Tanto che la bufera di martedì sera ha avuto ripercussioni persino sull'affluenza al teatro Salieri dove era in programma la prima sera de La Trilogia della villeggiatura allestita da Toni Servillo. Molti degli abbonati alla rassegna di prosa hanno infatti preferito rinunciare allo spettacolo lasciando così parecchie poltrone vuote, soprattutto in platea. E.P.

 

 

(Fonte: http://www.impresamia.com/component/content/article/169-news/)

trasportoBoviniTorna libera la movimentazione dei bovini da latte nelle province di Mantova e Verona. Il Ministero della Salute - dipartimento di Veterinaria, infatti, ha concesso la liberalizzazione sulla circolazione degli animali, dopo lo stop imposto nel marzo 2008 per i casi di blue tongue, che si erano verificati nel basso veronese.

 

A Mantova nessun caso si era verificato, ma il Ministero della Salute aveva comunque coinvolto nella zona di restrizione anche l'intera provincia. Lo si legge sula rivista online Agricoltura italiana del Ministero delle Politiche agricole, alimentari e forestali.

Il provvedimento, al quale l'Apa di Mantova ha lavorato in prima fila col direttore Badalotti (che è referente anche del "Benessere animale" al Dicastero della Salute) sollecitandone l'emanazione, consente di riattivare una parte importante della movimentazione dei capi, con un beneficio anche sotto il profilo economico.

 

"Il blocco alla commercializzazione degli animali ha danneggiato i nostri allevatori e l'intero indotto, con perdite notevoli - ha spiegato Badalotti - e ha avuto ripercussioni negative anche in materia di quote latte. Raccogliendo le lamentele degli allevatori mantovani, già nei primi momenti la nostra Associazione si è attivata presso gli assessorati regionali della Sanità e dell'Agricoltura e nei confronti del ministero della Salute, chiedendo che fossero riconosciuti i disagi e le penalizzazioni derivanti dai blocchi imposti dal verificarsi di casi di infezione del veronese".

 

 

 

 

 

 

 

(fonte:http://www.padovanews.it/content/view/65603/115/)

 

 

LA REGIONE VENETO APPOGGIA IL GOVERNO SUL NUCLEARE. I VERDI: I VENETI HANNO DIRITTO DI SAPERE QUALI E QUANTI SONO I SITI SCELTI . NECESSARIO UN REFERENDUM PER DECIDERE!

28/01/2010 - Il Veneto, con Lombardia e Friuli, appoggia la scelta del Governo sul nucleare, delegando in tal modo l'Esecutivo Nazionale alla localizzazione dei siti per gli impianti negando il coinvolgimento delle popolazioni su questa scelta attraverso una consultazione popolare.

In dissenso con la maggioranza delle regioni che hanno espresso un parere negativo al decreto legislativo in materia, la Giunta regionale apre le porte alla costruzione nei nostri territori di una o due centrali nucleari (siti possibili nel delta del Po, nel Basso Veronese e in prossimità della laguna veneziana), negando con questa scelta qualsiasi passaggio democratico di discussione e consultazione tra le popolazioni e sposando, invece, la forma verticistica e antifederalista scelta dal Governo.

Il centro destra veneto che non perde occasione per citare la propria vocazione federalista, con una Lega Nord che si ritiene predestinata al governo regionale del dopo-Galan nel nome di 'paroni a casa nostra' e quale 'padre nobile' di una grande riforma federalista, alla prova del nove si inginocchia al volere dell'esecutivo nazionale, mettendo a disposizione il territorio per le localizzazioni nucleari.

I Verdi pretendono che si dica ai veneti dove e quante centrali nucleari si intende costruire in Veneto, senza attendere furbescamente la fine delle prossime elezioni regionali. Da tempo hanno lanciato la proposta di un referendum sul nucleare nel Veneto come passaggio obbligatorio per qualsiasi scelta futura. Il federalismo, quello vero, passa proprio da questo punto: se saranno o meno le popolazioni a decidere sul nucleare e non l'esecutivo nazionale con la Lega Nord al suo interno.

Gianfranco Bettin - consigliere regionale Verdi Veneto
 

 

 

 

(fonte: www.automania.it - di Fabiana Muceli)

 Il Cipe dice sì all'autostrada Nogara-Mare Adriatico

I lavori potrebbero partire nel 2011. La struttura mira a decongestionare il traffico del medio e basso padano

23/01/2010 - L'autostrada Nogara – Mare Adriatico si farà. Il Cipe ha infatti approvato il progetto preliminare, ricalcando tutte le osservazioni e le richieste poste dalla Regione Veneto, dal collegio delle Provincie e da tutti i Comuni coinvolti nello sviluppo della nuova arteria. Il prossimo step prevede il bando di gara per individuare il concessionario che si occuperà della progettazione definitiva e poi della costruzione.

I lavori potrebbero partire dalla prima metà del 2011: l'assessore alle politiche della mobilità Renato Chisso si è detto soddisfatto per i risultati ottenuti e per la straordinaria opportunità di dare risposte ai numerosi problemi pluridecennali della viabilità del Polesine e della Bassa Veronese.

Il tracciato avrà una lunghezza di circa 87 chilometri, con due carreggiate che prevedono due corsie di marcia e una di emergenza. Dodici gli svincoli e tre le interconnessioni autostradali. Partirà dal comune veronese di Nogara, con l'innesto sulla statale 12 dell'Abetone e del Brennero, seguirà la statale 434 Transpolesana a Legnago, con una evoluzione autostradale fino a Rovigo, dove proseguirà fino all'incrocio con la regionale 495 per Adria.

L'obiettivo è quello di realizzare un'infrastruttura in grado di reggere una capacità di traffico che aiuti a diminuire il traffico del medio e basso padano, con le sue arterie fortemente congestionate. Contemporaneamente, si cercherà di rendere più fluido il traffico locale del territorio attraversato dall'autostrada, oltre che fornire un supporto valido alla A4 attraverso migliori offerte di servizi.

Per i residenti è stata infine prevista la possibilità di percorrere gratuitamente un tratto massimo di 15 chilometri, per i primi 15 anni di esercizio dell’autostrada. Benefici, ha dichiarato Chisso, che potrebbero essere ampliati alla luce degli esiti della gara per la concessione.

 

 

( Fonte: http://www.larena.it/dossiers/Comunità)

Tanta gente, lacrime e silenzio per la tragedia senza perché

 

Sono stati celebrati ieri nella parrocchiale di Sustinenza in un clima irreale i funerali di Mirco Andrioli

Genitori e compagna dell’omicida-suicida hanno assistito al rito lontani e senza mai guardarsi mentre in chiesa risuonavano solo le parole del sacerdote

Zoom Foto

Amici e conoscenti in attesa del feretro di Mirco Andrioli

DIENNE FOTO

Casaleone. Percossa e attonita. Così Sustinenza ha accompagnato, in un clima irreale, i funerali di Mirco Andrioli, il 35 enne che il 12 gennaio scorso ha prima ucciso Jenny Del Vecchio con due colpi di pistola e ha poi puntato l'arma contro di se suicidandosi.

La piccola chiesa di San Giacomo era gremita, tanto da non riuscire a contenere tutti i presenti al rito funebre. All'ingresso della bara, decorata con anthurium, gigli bianchi e rose sia bianche che rosse, il mormorio di chi attendeva l'arrivo del feretro si è subito placato. In quell'istante gli occhi di tutti i presenti si sono immediatamente rivolti verso Lorenzina, la mamma di Andrioli, che sorretta dal marito Gabriele e da un'altra parente ha raggiunto il bancone in prima fila. Seduta dall'altra parte c'era invece Elisa, la sorella di Andrioli, assieme al compagno Alvaro.

Tra i presenti, molte file più indietro, ha trovato posto anche Stefania Tarantella, la compagna con cui Andrioli conviveva da dieci anni in via Bassa e con la quale i rapporti erano ormai deteriorati al punto che, nonostante vivessero ancora assieme, avevano da tempo smesso di parlarsi. Tutto questo per non litigare davanti ai due figli Luca e Davide, di 6 e 2 anni, che invece alla cerimonia non erano presenti. Stefania Tarantella sapeva anche che il suo compagno già da agosto dell'anno scorso aveva iniziato a frequentare Jenny Del Vecchio e forse proprio per questo di recente era arrivata a chiedere al tribunale l'affidamento esclusivo dei due bambini. Tra lei e la famiglia Andrioli per tutta la durata della cerimonia gli sguardi non si sono mai incrociati.


«Due giovani vite sono state perse senza che esista una spiegazione», ha detto il parroco celebrante, don Pietro Bonadiman. «L'infermità umana ha giocato un ruolo determinante in un gesto drammatico, di cui nessuno conosce i motivi. Un'idea fissa e martellante ha soggiogato Mirco». Il prete ha poi rivolto un pensiero ai bambini di Andrioli e alla loro mamma. «Stefania, abbi sempre cura dei tuoi figli come hai sempre fatto e troverai persone generose sulla tua strada». Poi, rivolgendosi, anche ai genitori dell'uomo, ha aggiunto: «Avete perso un figlio, una ferita che non si potrà mai rimarginare».


Durante la cerimonia era presente anche una pattuglia dei carabinieri di Sanguinetto, che in modo discreto ha controllato il regolare svolgimento della cerimonia. Una semplice precauzione dopo che l'ex marito di Jenny Del Vecchio - dal quale la donna si era separata da tempo - aveva annunciato la volontà di presenziare ai funerali. Al termine della cerimonia la bara è stata tumulata nel cimitero di Casaleone.

 

( Fonte: http://www.larena.it/dossiers/Comunità)

Coltivava marijuana in casa

Arrestato figlio di un imprenditore

Legnago. Nel corso dei controlli del sabato sera nelle discoteche per contrastare lo spaccio ed il consumo di sostanze stupefacenti, i militari della Guardia di finanza della compagnia di Legnago hanno individuato alcuni ragazzi, originari di comuni della Bassa veronese, in possesso di pochi grammi di marijuana.

Da questo episodio, i finanzieri hanno avviato una serie di indagini di polizia giudiziaria che hanno consentito di individuare il responsabile dello spaccio: si tratta di M.M., 36 anni, originario di Casaleone dove vive con la famiglia, figlio di un piccolo imprenditore del luogo. L’uomo, secondo quanto accertato, avrebbe personalmente coltivato, essiccato e conservato lo stupefacente per destinarlo alla vendita. I finanzieri del nucleo mobile della compagnia di Legnago hanno ritrovato nel sottotetto dell’azienda paterna diversi barattoli contenenti oltre 1,1 chili di marijuana, già essiccata e pronta per essere immessa nel mercato delle droghe.

Le successive perquisizioni personali e domiciliari hanno consentito alle fiamme gialle di rinvenire ulteriori 4,2 grammi di marijuana e circa 400 euro. L’uomo è stato arrestato e portato nel carcere di Montorio.

( Fonte: www.giornaleadige.it  - redazione del 01/12/2009 @ 18:05:14, Sezione Attualità)

 

60 sindaci per il crocifisso

60 sindaci di altrettanti comuni veronesi hanno sottoscritto una petizione per chiedere l’intervento del Governo contro la sentenza della Corte Europea dei diritti dell’uomo che vieta la presenza dei crocifissi nelle aule scolastiche. L’iniziativa è stata presentata oggi a palazzo Barbieri dai sindaci di Verona Flavio Tosi, di Grezzana Mauro Bellamoli, di San Zeno di Montagna Graziella Finotti, di Montecchia di Crosara Edoardo Pallaro e di Brentino Belluno Virgilio Asileppi. Presenti anche i sindaci dei comuni di Casaleone, Roverchiara, Cerro Veronese, Lazise, Peschiera del Garda, Fumane, Soave, Legnago, Angiari, Sant’Ambrogio, Rivoli Veronese, Pastrengo, Roncà, Ronco all’Adige, Sanguinetto, Veronella, Zimella, Albaredo d’Adige, Concamarise, Valeggio sul Mincio, Roverè Veronese.

 

“Convinti che il crocifisso sia un simbolo della nostra tradizione ed identità e che possa svolgere, anche in un orizzonte laico, una funzione altamente educativa, a prescindere dalla religione professata dagli alunni – cita il testo della petizione – chiediamo una ferma presa di posizione da parte del Governo e delle istituzioni preposte affinché la storia, la cultura, i simboli e la memoria delle nostre origini non vengano cancellati da sentenze ideologiche, emanate da organismi europei che si collocano, in questo modo, sempre più distanti dalla volontà e dalle radici culturali del Popolo italiano”. “Un’iniziativa trasversale, partita dal sindaco di Grezzana Mauro Bellamoli – ha detto Tosi – ma alla quale hanno aderito la gran parte dei sindaci della provincia di Verona, rappresentanti della larga maggioranza dei cittadini della nostra comunità, a prescindere dall’appartenenza politica così come dal credo religioso. L’intento è di dare un segnale concreto dell’importanza del simbolo del crocifisso e dei valori universali che rappresenta.”

 

( Fonte: http://www.larena.it/dossiers/Comunità)

Esercitazione della protezione civile di Legnago lungo l'Adige

Legnago. Via libera al nuovo polo logistico che ospiterà uomini e mezzi della protezione civile.

La struttura servirà i 17 Comuni del distretto VR5 e sorgerà entro un anno nella zona sportiva. L'investimento complessivo è di 250mila euro. 

Legnago. Un polo logistico per il distretto di protezione civile «Verona 5» dove gestire le emergenze e custodire mezzi ed attrezzature a disposizione di 17 Comuni della Bassa. Il progetto della nuova struttura, che sorgerà il prossimo anno a Casette nei pressi dello stadio «Sandrini» e che servirà un bacino di 140mila abitanti, è stato approvato dalla Giunta di Legnago, comune capofila del distretto denominato «Delle Valli» di cui fanno parte anche Angiari, Bovolone, Casaleone, Castagnaro, Cerea, Concamarise, Isola Rizza, Oppeano, Palù, Ronco all'Adige, Roverchiara, San Giovanni Lupatoto, San Pietro di Morubio, Sanguinetto, Villabartolomea e Zevio.


Il passaggio tecnico - che spiana la strada alla realizzazione di un fabbricato di 280 metri quadrati destinato per circa un terzo a magazzino e per la restante superficie a sala riunioni, sala operativa, spogliatoi, servizi igienici e pensilina per il ricovero dei veicoli- è stato formalizzato dopo il via libera arrivato dagli amministratori dei 17 centri nell'assemblea convocata lo scorso ottobre in sala consiliare. «Per poter contare su una gestione adeguata e su una macchina operativa efficiente e coordinata in caso di calamità naturali ed altri situazioni di emergenza pubblica», sottolinea Loris Bisighin, vicesindaco ed assessore alla Protezione civile, «è indispensabile concentrare le risorse in un'unica postazione provvista degli spazi e degli accorgimenti idonei per agevolare le operazioni dei volontari.

Da qui perciò l'impegno, sostenuto dal nucleo di protezione civile Ana Basso Veronese con il quale siamo convenzionati, a riunire in un'unica sede i mezzi e la strumentazione in dotazione alla squadra alpina di Minerbe e agli altri Comuni affiliati». La futura sede della protezione civile distrettuale richiederà un investimento di 250mila euro: 100mila coperti dall'amministrazione legnaghese con gli oneri di urbanizzazione e l'importo residuo finanziato dalla Regione tramite un bando di gara, che è stato pubblicato lo scorso agosto e che vede «Verona 5» ai piani alti della graduatoria.


«Ci auguriamo», aggiunge Bisighin, «di poter accedere a questo contributo in quanto nel nostro distretto, che sta prendendo forma e che è in procinto di dotarsi di un regolamento, manca ora un punto di riferimento organizzato. D'altronde la normativa in materia ci impedisce di usufruire di fabbricati esistenti poichè la struttura deve essere antisismica ed ubicata in una zona strategica, comoda alla grande vibilità e dotata di un parcheggio per almeno 150 auto». La nuova cittadella della sicurezza non faciliterà solamente l'attività alla squadra capeggiata da Luigi Bicego. «Ma consentirà anche», conclude Bisighin, «di razionalizzare gli acquisti evitando così doppioni e che il materiale diventi obsoleto».

 

( Fonte: http://www.larena.it/)

 

Le strade finiscono sotto accusa

In 21 giorni perse tre giovani vite

ASFALTO INSANGUINATO. Lo strazio di famiglie, amici e istituzioni per la scomparsa dei ragazzi di Casaleone e Legnago

Il sindaco: «Ho incontrato il comitato di Aselogna, stiamo studiando nuovi interventi» Le reazioni su Facebook: «Uniti da un triste destino, sarete sempre nei miei pensieri»

Verona. Nel giro di appena tre settimane la disperazione per la perdita di un figlio è entrata in tre case della Bassa. Tre incidenti stradali hanno spezzato altrettante giovani vite portando sconforto e disperazione in famigliari e amici. La prima vittima è stata Mirko Bonfante, 32 anni, residente a Casaleone, deceduto il 25 settembre scorso, mentre si trovava nel bresciano per lavoro. Nello stesso incidente si sono salvati due colleghi di Bonfante, anch'essi di Casaleone.
 

Venerdì notte e sabato pomeriggio due tragedie a Cerea. Nel primo scontro, avvenuto davanti casa dove viva con i genitori nella frazione di Aselogna in via Bosco, a perdere la vita è stato il 18enne Marco Bonadiman, studente al quinto anno del Minghetti di Legnago. Stava rientrando a casa con il suo scooter e si è scontrato con un fuoristrada che proveniva dalla direzione opposta.
Appena 12 ore dopo sulla strada provinciale che da Cerea porta a Bovolone è morto il trentunenne Denis Zago, falegname, residente a Casaleone in via Boccare. La dinamica più probabile è quella di un violento impatto frontale tra la moto che conduceva e un'auto proveniente dalla corsia opposta.


«Di fronte a tali situazione di sofferenza», spiega don Italo Grella, parroco di Aselogna che si è recato sabato a portare conforto ai genitori di Marco, il loro unico figlio, «rimango senza parole. Nella fede cristiana ci chiediamo perché succede questo, ma Dio non ci risponde. Spetta a noi intuire quello che Lui ci dice nel silenzio». Parole di cordoglio alla famiglia Bonadiman arrivano anche dal sindaco di Cerea, Paolo Marconcini. «Esprimo la mia vicinanza ai famigliari, appena mi sarà possibile andrò a trovarli. Episodi come questo lasciano sbalorditi e senza fiato».
Il tratto di strada dove è avvenuto l'incidente è un lungo rettilineo in mezzo alla campagna che induce a schiacciare l'acceleratore. «Di recente ho incontrato i membri comitato di quartiere di Aselogna», continua Marconcini, «che mi hanno segnalato i problemi di viabilità presenti nella frazione. In quel rettilineo passano un gran numero di mezzi pesanti, un problema di difficile soluzione. Stiamo cercando di mettere in atto tutte le strategie possibili per la prevenzione stradale anche se purtroppo non sempre basta». Il ritratto di Denis Zago è quello di un bravo ragazzo, secondo di tre fratelli, che con il suo lavoro di falegname aiutava la famiglia, con la quale abitava, ad andare avanti. Aveva la patente della moto da solamente da un anno e il veicolo che guidava l'aveva acquistato da appena tre mesi.


Al divulgarsi di quanto successo molti amici si sono immediatamente recati sul luogo dell'incidente. La notizia inoltre è subito arrivata anche su Facebook. Infatti, nel gruppo creato per ricordare la scomparsa di Mirko Bonfante, alle 16.28 di sabato una ragazza scriveva, «Ciao Mirko, non so se eri amico di Denis, ma ora lui è lì con te, un triste destino vi ha uniti ma sarete per sempre nei miei pensieri». Sabato sera il sindaco Gabriele Ambrosi ha visto i famigliari di Denis. «Negli ultimi anni», afferma sconsolato Ambrosi, «tra incidenti e morti sul lavoro a Casaleone ci sono stati troppi decessi. Vorrei essere il sindaco dei vivi e non dei morti. Nella famiglia di Denis nonostante il grande dolore ho trovato una serenità e fiducia nella vita che mi ha lasciato sorpreso. Queste tragedie ci devono far riflettere. Aumenteremo le iniziative per la salvaguardia delle persone al volante».


Le date dei funerali di Marco e Denis non sono ancora state comunicate, le famiglie sono in attesa che le indagini sugli incidenti si concludano. Sabato mattina, infine, ha perso la vita anche Janet Elisabeth Vasquez Freile, 23 anni. L'equadoregna è morta tra i caselli di Montebello e Soave in auto con il fidanzato dopo una serata trascorsa in discoteca.

Francesco Scuderi

( Fonte: http://www.larena.it/dossiers/Comunità/ )

Si tratta di una ritorsione che va ricondotta al progetto dell'impianto

Rotti gli specchietti dell’auto e rubati alcuni documenti Intanto nasce il Comitato del no allargato a tutta la Bassa

 

Nella futura e contestata centrale a biomasse di Sanguinetto bruciano polemiche ma anche sospetti ed intimidazioni. A dimostrare che il progetto stia creando in paese un clima assai più inquinato di quanto potrebbero o dovrebbero i fumi del ciclo produttivo arriva la denuncia del sindaco Alessandro Braga. Il quale ha deciso di rendere pubblici alcuni episodi da lui stesso definiti inquietanti e riconducibili a quella centrale da 10 megawatt alimentata a paglia che la sua giunta ha deciso di far costruire in località Campaiar.

 

Alcuni sconosciuti avrebbero infatti preso di mira l'auto del primo cittadino parcheggiata vicino al centro sportivo, distruggendo entrambi gli specchietti retrovisori. Qualche giorno dopo al sindaco sono anche stati rubati alcuni documenti personali. «Subito non ho collegato i due episodi», spiega Braga. «Solamente quando dopo un giorno i documenti sono stati ritrovati a 50 metri da casa mia ho pensato che poteva trattarsi di una ritorsione legata al progetto della centrale». Al punto che lo stesso primo cittadino ha informato i carabinieri della cosa, prima di lanciare un appello: «Invito tutti a mantenere la calma, anche perché stiamo iniziando una campagna informativa sull'impianto e sulla sua non pericolosità». «Ci spiace per quello che è successo ma credo che non sia stato qualcuno che ha dei rancori con Braga per la centrale», ribatte Daniele Fraccaroli, il capogruppo della minoranza che si oppone alla centrale. «Sono propenso a credere che si tratti di atti vandalici e nulla di più».


Intanto il tema centrale resta al centro dell'interesse locale e non solo. La minoranza di Roberto Scipolo, che non si è espressa né contro né a favore, ha organizzato due incontri per spiegare le ragioni di entrambi gli schieramenti: il prossimo venerdì alle 21 il teatro comunale ospiterà i tecnici chiamati da Termomeccanica, Avepo e SerEn - le ditte che realizzeranno la centrale - i quali illustreranno le ragioni delle loro scelte ed i motivi per i quali l'impianto non sarà pericoloso; il lunedì successivo (19 ottobre), alla stessa ora e nello stesso luogo toccherà ai rappresentanti dei Comitati del no e di Lega Ambiente spiegare perché la centrale è pericolosa sia per l'ambiente che per la salute pubblica. Entrambe le serate saranno patrocinate dall'amministrazione.


Nei giorni scorsi, intanto, si è formalmente costituito il Comitato contro le centrali a biomasse nella Bassa veronese con il chiaro obiettivo di bloccare l'impianto di Sanguinetto ma di contrastare ogni altro possibile «trasloco» del progetto in paesi della pianura. Vi hanno aderito non solo cittadini di Sanguinetto ma anche dei paesi di Gazzo,
Casaleone, Salizzole, Concamarise e Cerea. Nei prossimi giorni il comitato eleggerà il proprio presidente e chiederà ai Comuni della Bassa di adottare una delibera simile a quella votata dal consiglio comunale di Casaleone.

 

Riccardo Mirandola

 

( Fonte: http://www.larena.it/dossiers/Comunità/ )

Fuoco e fiamme sul voto che scaccia la centrale

L’assessore di Sanguinetto e consigliere di opposizione dice che lui ci vivrà vicino e «questa è una garanzia»

 

 

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La località Campaiar di Sanguinetto dove sorgerebbe la centrale

CASALEONE. Duro scontro l'altra sera tra maggioranza e opposizione. La miccia è stata - come era nelle previsioni - il voto sulla mozione presentata dalla maggioranza sulla centrale a biomasse che dovrebbe essere costruita a Sanguinetto. Voto che è stato possibile solo oltre due ore di serrate accuse da una parte e dall'altra. I toni sono arrivati al punto che il sindaco Gabriele Ambrosi ha dovuto sospendere il consiglio per un quarto d'ora. Tutto è iniziato quando il presidente del consiglio Simone Marconcini ha «bloccato» l'intervento di Maurizio Lorenzetti, rappresentante dell'opposizione ma anche assessore esterno al Bilancio in giunta a Sanguinetto, perché aveva sforato i tempi per parlare dettati dal regolamento. Lorenzetti ha protestato platealmente, definendo Marconcini «una figura inutile». Immediato il richiamo a Lorenzetti. Nonostante ciò il consigliere ha continuato la sua invettiva, beccandosi altri due richiami e l'esclusione e impedendo che i lavori continuassero. Dopo la sospensione, la mozione anti centrale è passata con i soli voti della maggioranza. Al momento di votare, infatti, l'opposizione si è alzata in piedi per non partecipare.


Nella convenzione sottoscritta da Sanguinetto con le società Avepo, Termotecnica spa e Seren, è previsto che l'impianto per la produzione di energia elettrica a Campaiar, confine nord di Casaleone. In cambio, Sanguinetto riceverà dalle ditte 200 mila euro annuali più una percentuale di fatturato. Condizioni che a Casaleone non vanno proprio giù. «Lo stesso impianto», dice la mozione, «proposto a Gazzo e a Nogara, non è stato approvato ed è stato bocciato dalla Provincia. L'enorme dimensione della centrale provocherebbe forte impatto ambientale, con emissione di ossidi e di polveri a discapito della qualità dell'aria. Inoltre, il trasporto di circa 70 mila tonnellate annue di materiale organico richiesto per il funzionamento, aumenterebbe il traffico nei Comuni limitrofi». La paura più grande però è quella che poi «l'impianto si trasformi in un inceneritore di rifiuti». L'amministrazione ha quindi votato il suo «parere negativo verso impianti a biomasse a filiera lunga e di elevata potenza in prossimità del proprio territorio».


Da parte sua l'opposizione ha detto che la mozione è «superficiale, quasi dannosa». «Anche noi siamo perplessi sulla centrale», ha detto il consigliere Tosco Nicoletta, «ma per ora esiste solo una convenzione e nessun progetto. Si deve discutere su dati tecnici e non sulle parole dei politici. E serve maggior informazione ai cittadini». Le parole di Tosco sono state condivise dal resto dell'opposizione. Maurizio Lorenzetti ha spiegato come, «il contributo di 200 mila euro al comune di Sanguinetto non è un rimborso per possibili danni ambientali. Avevamo chiesto alle ditte di fornirci l'energia elettrica per gli impianti d'illuminazione pubblica, ma ci è stato detto che l'energia per contratto deve essere ceduta all'Enel. Ecco il senso del contributo economico. La centrale sorgerebbe a pochi metri da casa mia e se io faccia parte della giunta di Sanguinetto, è una garanzia per i cittadini». F.S.

 

( Fonte: http://www.larena.it/dossiers/Comunità/ )

CASALEONE. Ladri di tabacchi nella rivendita «Mille cose» di Piazza del Popolo

Altra razzia di sigarette, bottino 15mila euro

I negozianti del settore sono nel mirino della criminalità e la Federazione prepara un piani per la sicurezza

 

CASALEONE. Ennesima razzìa di tabacchi. Questa volta è toccato al negozio «Mille cose» in Piazza del Popolo a Casaleone. E anche questa volta il bottino è stato cospicuo, 15 mila euro in stecche di sigarette, al punto da far pensare che i ladri, prima di agire, si informino non si sa per quali vie delle forniture a disposizione dei tabaccai. Il furto di ieri notte - anzi, erano già le 5 di mattina - è stato preceduto da un altro, nell'abitazione attigua al negozio dove abita il proprietario dello stabile in cui è stata aperta la tabaccheria. Velocissima la visita dei ladri che ne sono usciti con due orologi e un telefono cellulare. Il telefonino è stato abbandonato subito dopo, gettato in giardino. La loro méta era infatti la tabaccheria e forse hanno pensato che si potesse raggiungere dall'abitazione attigua.

 

                           (DIENNE FOTO)

Così non era e quindi hanno forzato una finestra sul retro della rivendita, proprio quella dove erano depositate le maggiori scorte di sigarette. Con estrema precisione, i ladri hanno svuotato gli scaffali e se ne sono andati con 15 mila euro di valore di bottino, come dicevamo. La titolare del negozio, F.D.M., ha scoperto l'incursione all'alba. Un rapido controllo le ha permesso di verificare che è stato rubato anche denaro contante, 1.000 euro circa, che aveva lasciato nella rivendita la domenica mattina ed era il ricavato della vendita di giornali, tagliandi di lotterie e altro. Per entrare nel negozio, i malviventi hanno scardinato una finestra, hanno allargato le sbarre di protezione ed aperto la seconda finestra che dà all'interno.


Il furto di ieri notte, come altri, nutre il commercio abusivo di sigarette e fa pensare che ad agire sia sempre la stessa banda. Questo è quanto si ritiene alla Federazione tabaccai di Verona, dove l'ammanco di Casaleone è stato immediatamente segnalato per avere assistenza nel recupero dell'assicurazione contro i furti di sigarette. Secondo il vice presidente nazionale della Federazione e commissario veronese Italo De Rossi, l'ondata di furti nelle tabaccherie della Bassa non è preoccupante perché nella media stagionale: «Durante i periodi di ferie», dice De Rossi, «c'è sempre un picco di furti. Questa volta non si fa eccezione anche se la Federazione promuoverà presto una campagna di sicurezza per i rivenditori di tabacchi: molti infatti forse non saranno che esistono dei contributi statali da investire nell'aumento dei sistemi di controllo nel proprio negozio».


«Mille cose» di Piazza del Popolo non aveva sistema di allarme, per esempio, ma i fatti dicono che anche in presenza di un segnalatore, i ladri riescono ad agire ugualmente e, anzi, alcuni sono così ben addestrati da renderlo inefficiente prima di rubare. Come è successo di recente al distributore di benzina sul ponte Limoni.
Sul doppio furto - di orologi nell'abitazione e di stecche di sigarette nella rivendita della piazza - stanno indagando i carabinieri di Sanguinetto e di Legnago.

 

(Fonte: http://www.ilgiornaledivicenza.it)

Ciclabile Treviso-Ostiglio, fatto l'accordo

Vicenza. 17-7-2009. Una battaglia vinta, questa volta. Almeno dagli ambientalisti e dagli appassionati della bicicletta. Perché, a scanso di dietrofront dell'ultima ora, è arrivato l'accordo definitivo alla ciclabile Treviso-Ostiglia (vedi il dossier allegato) sul percorso della ex ferrovia. Insomma si potrà andare da Treviso a Ostiglia in bicicletta grazie a una pista interamente ciclabile lunga 118 chilometri. Il percorso si snoderà tra i paesaggi più suggestivi del Veneto per approdare nel Mantovano in Lombardia lungo la storica linea ferroviaria. Interessa quattro provincie e 29 comuni veneti il progetto strategico denominato "Via Ostiglia" per la realizzazione di una pista ciclabile interregionale lungo la dismessa linea ferroviaria Treviso-Ostiglia (Mantova).

Il progetto è stato presentato oggi presso la sede della Provincia di Vicenza dall'assessore regionale all'urbanistica e politiche per il territorio, Renzo Marangon, dal consigliere regionale Roberto Ciambretti e dagli assessori provinciali Costantino Toniolo di Vicenza, Franco Conte di Treviso e Samuele Campedelli di Verona.

Il progetto interessa un percorso di circa 118 Km, quasi interamente preservati, che partendo da Treviso attraversa la Pianura Padana fino ad Ostiglia, interessando quattro province venete (Treviso, Padova, Vicenza e Verona) la provincia di Mantova e complessivamente 29 comuni: Treviso - Quinto di Treviso, Morgano; Padova - Trebaseleghe, Piombino Dese, Loreggia, Camposampiero, Santa Giustina in Colle, San Giorgio delle Pertiche, Campo San Martino, Curtarolo, Piazzola sul Brenta, Campodoro; Vicenza- Grisignano di Zocco, Montegalda, Montegaldella, Castegnero, Nanto, Mossano, Barbarano Vicentino, Villaga, Sossano, Orgiano; Verona - Cologna Veneta, Pressana, Minerbe, Legnago, Cerea,
Casaleone
.

Il progetto strategico rientra tra quelli individuati dal Piano territoriale regionale di coordinamento e prevede la salvaguardia e la ricomposizione dell'immagine paesaggistica-ambientale complessiva del percorso, dei relativi manufatti di pertinenza e del suo contesto, in quanto parte significativa dell'identità culturale veneta. Tale iniziativa si configura come un progetto urbanistico-paesistico di un "parco lineare" per l'intero percorso.

(Fonte: http://www.ilgiornaledivicenza.it)

 

TRAGICO INCIDENTE.

Urta un'auto muore motociclista di 28 anni

Il giovane vicentino stava tornando da una giornata di mare a Sottomarina con un amico. Lo scontro sul lungo ponte

 

Zoom FotoChioggia 17/6/09. È morto sulla sua Ducati gialla. È entrato in contatto con un'auto, la moto è scivolata sotto, il corpo è volato ed è caduto sull'asfalto. Un impatto violentissimo. Il casco che indossava non è bastato: non c'è stato nulla da fare. La vita di Paolo Forte, 28 anni, di Costabissara, è schizzata via in un lampo. Il giovane, nipote del sindaco del paese, è spirato prima dell'arrivo dell'ambulanza.
Il tragico schianto è avvenuto ieri pomeriggio poco prima delle 18 sulla Romea, a Chioggia. A quell'ora c'era la solita lunga coda di auto in uscita dalla cittadina veneziana: file di turisti pendolari che tornavano a casa dopo una giornata sulla spiaggia. Anche Paolo Forte stava lasciando Chioggia: era stato a Sottomarina con un amico, che era partito poco prima. Paolo aveva chiamato il padre alle 17.30: «Papà, sto partendo». Sarebbe stata l'ultima volta che Renato Forte sentiva suo figlio.
Il dramma è avvenuto sul ponte translagunare, poco prima di Valli. Per cause da accertare, con la Ducati Monster Paolo è entrato in contatto con un'auto, una Ford Focus condotta da un giovane di 23 anni, veronese di Casaleone. La motocicletta è scivolata sull'asfalto, mentre il corpo del centauro è stato sbalzato. Poi la caduta, tremenda. Fatale.
Paolo Forte non è morto sul colpo. Alcuni automobilisti hanno fatto in tempo ad avvicinarsi a lui e a chiamare i soccorsi. Il suo cuore batteva ancora. L'ambulanza è arrivata in pochi minuti a sirene spiegate, ma a quel punto non c'era più nulla da fare.
La polizia locale di Chioggia sta ancora ricostruendo l'esatta dinamica dello schianto. Gli agenti stanno ascoltando alcune testimonianze degli altri automobilisti presenti, fra le quali il racconto di una donna che riferisce di avere visto la moto schizzare impazzita al rientro da un sorpasso delle vetture in colonna.
I vigili, identificata la vittima, hanno subito allertato i colleghi di Isola. I quali hanno avvisato il sindaco di Costabissara, impegnato in una riunione in Comune, per dargli la terribile notizia che Giovanni Forte ha poi portato al fratello e agli altri famigliari. «Paolo aveva appena chiamato suo papà, per dirgli che stava tornando a casa e che lo avrebbe aiutato nel consueto lavoro quotidiano all'agriturismo. Aveva passato una giornata di relax al mare, staccando dal lavoro. Era un ragazzo aperto, legato alla famiglia. Una persona semplice. Buona». Il ritratto di Paolo Forte lo tratteggia il sindaco Giovanni Maria, suo zio e fratello di Renato, il padre della vittima. Ieri sera, l'intera famiglia Forte è piombata nella disperazione dopo essere stata informata della disgrazia dalla polizia locale del consorzio di Isola, Costabissara e Caldogno. Una tragedia che si è abbattuta su una famiglia conosciuta e amata in paese. Paolo Forte, 28 anni, in tasca il diploma al Lampertico di Vicenza, viveva con papà e mamma in via S. Cristoforo, frazione di Motta. «Un bravo ragazzo, e non lo dico perché sono suo zio - racconta il sindaco -. Dopo la scuola, Paolo ha seguito le orme di suo padre, prima lavorando con lui nell'azienda agricola, poi, dal 2004, collaborando nella conduzione dell'agriturismo "Il Grande Portico"». Paolo Forte era «un ragazzo semplice, legatissimo alla mamma: al mattino si preoccupava di prepararle il caffè», ricorda commosso il primo cittadino Aveva la moto, ma «non era un fanatico» delle due ruote: «Poco tempo fa gli avevo chiesto di venderla a me, per mio figlio, quella Ducati Monster - conclude Giovanni Forte -. Lui la usava poco, giusto per qualche gita al mare». Come quella maledetta di ieri.

 

 

( Fonte: A cura dell'Ufficio Stampa della Regione Veneto  )

Comunicato stampa 1047 del 08/06/2009

 

Valutazione d'impatto ambientale favorevole

per la Nogara Mare - Chisso

(AVN) – Venezia, 8 giugno 2009

“Questa settimana non poteva iniziare meglio, e parlo in questo caso soprattutto da assessore alle politiche della mobilità del Veneto: l’assemblea plenaria della Commissione nazionale di Valutazione di Impatto Ambientale ha infatti dato parere favorevole al progetto dell’autostrada Nogara – Mare Adriatico”.

Renato Chisso è pienamente soddisfatto dell’esito della riunione svoltasi stamani a Roma, “tappa fondamentale per arrivare quanto prima all’approvazione del progetto da parte del CIPE, che speriamo giunga prima dell’estate, in modo da dare seguito alla realizzazione della questa nuova arteria strategica per l’economia regionale e il basso Veneto, ma non solo”.


L’iniziativa, frutto di un project financing, era stato proposta dalla Regione alla Commissione VIA, che ha condiviso tutte le osservazioni che la Giunta veneta aveva introdotto alla luce delle consultazioni con le Province e i Comuni interessati. Resta ora da acquisire il parere del Ministero dei beni culturali, mentre dopo l’approvazione da parte del CIPE potrà essere bandita la gara di concessione per la progettazione definitiva, per quella esecutiva, per la realizzazione dei lavori e per la gestione.


“L’autostrada Nogara – Mare Adriatico – ha ribadito Chisso – sarà anche una straordinaria opportunità per dare risposte a numerosi problemi pluridecennali della viabilità del Polesine e della Bassa Veronese, tenuto conto che rispetto all’arteria autostradale di circa 87 chilometri sono stati previsti 42 chilometri di interventi viari complementari, tra i quali le bretelle di collegamento con gli ospedali di Legnago e di Trecenta”.


Per gli espropri sarà adottato un protocollo analogo a quello già positivamente sperimentato con il Passante di Mestre, con la triplicazione del valore dei terreni agricoli, la compensazione dei danni diretti ed indiretti, valutazione degli immobili come nuovo costruito e la liquidazione dell’80 per cento della somma concordata alla firma dell’accordo bonario. Per i residenti è stata infine prevista la gratuità entro tratti di 16 km per i primi 15 anni di esercizio dell’autostrada. “Ma questi ultimi benefici – ha concluso Chisso – potrebbero essere ampliati quando il progetto verrà messo in gara”.

 

( Fonte: www.giornaleadige.it  - redazione desk@giornaleadige.it )

 

Perché la Treviso-Ostiglia deve essere ciclabile

 
Domenica 24 Maggio 2009 centinaia di ciclisti provenienti da tutto il Veneto confluiranno a Legnago per chiedere la riconversione in pista ciclabile dell’Ostiglia, la vecchia tratta ferroviaria Mantova-Treviso che attraversa tutta la Bassa veronese. L’Ostiglia Day, questo il nome della ciclo-manifestazione, è ormai alla sua quinta edizione.

Una scelta non casuale quella di Legnago come punto di ritrovo, dato che, spiega Bepo Merlin del direttivo degli Amici della Bicicletta di Verona, “Treviso, Padova e Vicenza hanno già cominciato a muoversi finanziando e realizzando tratti di ciclabile lungo il sedime della vecchia ferrovia, solo a Verona l’opera è ancora al palo. A Cologna Veneta, il sedime, che comunque rimane di proprietà demaniale, è stato addirittura cancellato – prosegue – mentre a Legnago è stato acquistato e riconvertito ad altri usi.

Evidentemente – conclude Merlin – le amministrazioni comunali veronesi hanno altri pensieri per la testa quali, ad esempio, pensare a dove far passare l’autostrada Nogara-Mare. Le altre Province, invece, hanno intuito l’importanza, anche sotto il punto di vista dello sviluppo economico-turistico, di quest’opera, che va costituire la pista ciclabile più lunga d'Italia: ben 118 chilometri. Per questo motivo noi torniamo a proporla: da Cerea ad Ostiglia la massicciata è ancora integra”. Nel tratto veronese i Comuni interessati sono sei: Pressana, Cologna Veneta, Minerbe, Legnago, Cerea,
Casaleone. Alla manifestazione di domenica a Legnago sono invitati tutti i sindaci e i rappresentanti della Provincia scaligera. Da Mestre e Treviso i ciclo-manifestanti convergeranno a Monselice in treno per poi proseguire in bici fino a Legnago. Da Vicenza arriveranno invece con mezzi propri fino a Cologna Veneta, per poi raggiungere Legnago in bicicletta. Da Verona il comitato organizzatore Ostiglia Ciclabile (di cui fanno parte anche gli Amici della Bicicletta) propone due percorsi.

Il primo da Verona a Legnago in bici (90 km tra andata a ritorno). Il secondo da Verona a Ostiglia in treno e poi risalita in bici (75 km). Da Verona la partenza è alle 9 dalla sede degli Adb di via Spagna e alle 9.30 dalla stazione di Porta Nuova, a seconda del percorso scelto.
 

 

 

( Fonte: http://www.larena.it/dossiers/Comunità/ )

La solidarietà non si ferma e c'é chi è pronto a tornare

Materiale didattico dalle scuole, soldi anche dai politici

Ed i volontari sul posto rendono omaggio ai bimbi morti

 

Ad un mese esatto dal terremoto d'Abruzzo non si ferma il flusso solidale che ha unito da subito la Bassa con le popolazioni dei paesi colpiti dal sisma. E mentre iniziano a divampare - a livello nazionale - le prime polemiche sull'entità e la rapidità della ricostruzione, i centri della pianura veronese continuano a fare quello che hanno fatto fin da quella terribile mattina del 6 aprile scorso: raccolgono soldi e beni di prima necessità a fanno in modo che arrivino al più presto in Abruzzo.

Come a Villabartolomea dove in campo è sceso direttamente anche il consiglio comunale dei ragazzi con due distinte iniziative. La prima è stata una raccolta di generi alimentari da colazione già inviati a Roio del Piano tramite la protezione civile di Verona ed il Gruppo alpini; la seconda sta provvedendo a far pervenire alle scuole-tenda dell'Aquila venti scatoloni di penne, quaderni, temperini, astucci e zaini. Il carico, raccolto in collaborazione con le scuole di Castagnaro, è stato consegnato ai militari della caserma «Briscese» di Legnago che nei prossimi giorni partiranno per l'Abruzzo con un nuovo contingente di aiuti. Fino alla fine di maggio verrà realizzata una terza raccolta di materiale, questa volta riservata all'igiene personale.
 

Due consigli comunali - gli ultimi di una lunga serie, per la verità - hanno poi provveduto ad autotassarsi. A Zimella i consiglieri devolveranno il loro gettone di presenza, pari a circa 17 euro a persona, ai terremotati abruzzesi su iniziativa di Giorgio Scarsetto che ha visto il benestare di tutta l'assemblea. Maggioranze e opposizione unite con lo stesso obiettivo anche a Minerbe, dove con voto unanime il consiglio comunale ha deciso di approvare un contributo a favore delle vittime del terremoto per una cifra che resta però da decidere: il contributo minimo sarà di circa 5mila euro, pari ad 1 euro per ogni cittadino residente nel Comune, ma il sindaco Carlo Guarise, dopo aver sentito il parere della Provincia, non ha escluso che il contributo possa essere più elevato e per questo ha chiesto e ottenuto che la mozione venisse approvata con la possibilità di «integrare il contributo se necessario». Durante la stessa seduta, l'assise consiliare ha voluto anche rendere omaggio e ringraziare i volontari della Protezione civile Ana della Bassa veronese, con sede a Minerbe, per l'intervento prestato a L'Aquila. Al caposquadra Luigi Bicego è stata consegnata una targa.
 

Dal 6 al 13 giugno la squadra della Bassa tornerà nei luoghi colpiti dal terremoto. Anche nella tendopoli Globo dell'Aquila dove, però, troverà una nuova strada dedicata ai bambini morti a causa del sisma. Ad istituirla sono stati tre volontari della protezione civile del nucleo Fis Cb 27 di Casaleone insieme ai volontari dell'Ana. È forse questa l'immagine più bella e al contempo più drammatica di una settimana passata tra i campi tendati dell'Aquila. Definiti eroi dallo stesso primo cittadino - che li ha pubblicamente ringraziati durante l'ultimo consiglio comunale - Giorgio Donatoni, Filippo Lorenzetto e Luca Zanchetta si sentono invece persone comuni andate in Abruzzo per fare volontariato. «Io ero alloggiato alla caserma della Guardia di finanza di Coppito ed avevo il compito di coordinare le comunicazioni radio con le tendopoli dove erano alloggiati gli altri due colleghi di Casaleone», ha spiegato Lorenzetto. «Non è facile vivere in quelle condizioni ma le persone, nonostante tutto, dimostrano una forza ed un coraggio straordinario».

Hanno collaborato Elisabetta Papa, Francesco Scuderi e Francesca Poletti

 

 

( Fonte: http://www.larena.it/dossiers/Comunità/ )

A convincere gli esperti è stato il ruolo che la palude ricopre per numerosissimi uccelli migratori

 

Il Busatello ora è un'oasi internazionale

Il ministero dell’Ambiente ratifica l’iscrizione dell’area compresa tra il Veronese ed il Mantovano nella convenzione mondiale di Ramsar sulle zone umide

La palude del Busatello è stata dichiarata a tutti gli effetti zona protetta di interesse internazionale. Il ministero dell'Ambiente ha ratificato l'iscrizione dell'area situata nei territori di Gazzo e di Ostiglia alla convenzione di Ramsar. L'accordo, siglato nel 1971 e adottato da 130 Paesi, prevede la salvaguardia delle zone umide considerate più importanti al mondo e delle specie animali che vi trovano habitat ideali.

A convincere gli esperti internazionali e i funzionari statali della necessità di proteggere ancora più di quanto lo sia oggi il Busatello è stato principalmente il ruolo che la palude ricopre per numerosissimi uccelli migratori. La zona umida è infatti una delle poche e predilette aree di sosta nel Nordest per molte specie, almeno un centinaio secondo il documento redatto dal ministero. Buona parte di questi animali inoltre è stata iscritta anche nell'elenco Cee per la conservazione degli uccelli selvatici.

Il Busatello è una delle zone preferite nella quale fermarsi durante gli spostamenti stagionali dal nord al sud del globo. Nell'area infatti gli uccelli trovano le condizioni ideali per svernare, alimentarsi, riprodursi e mutare il piumaggio. Un'altra caratteristica importante dell'oasi è quella di conservare ancora numerose specie di piante e fiori quasi scomparse dalla pianura veneta.
Quella del Busatello è una delle rare aree paludose rimaste pressoché intatte dopo le incessante bonifiche dell'800 che hanno cambiato il volto alle Valli Grandi Veronesi.

Un'altra palude simile, più a est, è quella del Brusà a Cerea. Anche questa seconda oasi ha cominciato alla fine dell'anno scorso l'iter burocratico per rientrare a far parte delle zone protette dalla convenzione di Ramsar, e sta attendendo dal Ministero dell'ambiente un atto identico a quello emesso per il Busatello. Far parte dell'accordo internazionale infatti, oltre a giovare all'immagine dell'oasi e dunque al turismo, prevede che a garantire la tutela siano i singoli Stati oltre alla Regione Veneto, alla Provincia di Verona, al Comune di Gazzo e al Wwf.

A.C.

AGRICOLTURA – IL VENETO FA POKER DI RADICCHI. MANZATO:

IGP ANCHE AL “VERONA”

Regione Veneto -Comunicato stampa 177 del 03/02/2009

(AVN) – Venezia, 3 febbraio 2009

Poker vincente di IGP per i radicchi del Veneto. “Da oggi è ufficiale – ha annunciato il vicepresidente della Giunta regionale Franco Manzato – anche il Radicchio di Verona può fregiarsi del riconoscimento europeo di Indicazione Geografica Protetta. E’ stato infatti pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Comunità di oggi il regolamento del due febbraio che sancisce l’iscrizione di questo nostro prodotto nell’apposito Registro registro comunitario. Il Radicchio di Verona, proposta come “tipo precoce” e “tipo tardivo”, si affianca dunque al Radicchio di Treviso (il progenitore di tutti i radicchi IGP della regione), al Variegato di Castelfranco e al Chioggia. Il Veneto si conferma così come il distretto mondiale dei radicchi di qualità certificata, frutto della storia, del lavoro e della sapienza contadina dei nostri produttori”.


“L’intera gamma dei radicchi veneti rientra così a pieno titolo pienamente nelle tutele di legge e potrà essere presentata e proposta, oltre che con il marchio comunitario, anche sotto il “logo a ombrello” del Veneto dell’ospitalità – ha aggiunto Manzato – che promuoverà e renderà facilmente riconoscibili i prodotti agroalimentari certificati di qualità: la stella a sette punte affiancata dal leone alato di San Marco e dalla frase “Veneto. Tra la terra e il cielo”. Anche il radicchio è infatti elemento di promozione e valorizzazione del Veneto e dei suoi primati in tutto il mondo: in campo agroalimentare, enogastronomico, culturale, artistico e turistico”.
Il radicchio di Verona IGP si distingue per la sua forma a ovale allungato, con le foglie compatte di colore rosso scuro intenso abbellite da una nervatura principale bianca, molto sviluppata. Poliedrico nella sua presentazione culinaria, si può consumare crudo o cotto accompagnando molte pietanze


La zona di produzione del “Radicchio di Verona” IGP si estende nella fascia del basso Veneto costituita da terreni sabbiosi ricchi di sostanza organica, profondi, ben drenati, freschi, e dotati di buona fertilità, con un clima caratterizzato da estati molto calde ed afose ed inverni rigidi e nebbiosi con escursione termica annua elevata. L’areale produttivo comprende il territorio dei seguenti Comuni.
In provincia di Verona: Trevenzuolo, Salizzole, Nogara, Concamarise, Sanguinetto, Cerea,
Casaleone, Legnago, Minerbe, Roveredo di Guà, Cologna Veneta, Veronella, Arcole, Zimella, Isola della Scala, Bovolone, Bevilacqua, S. Pietro di Morubio, Roverchiara, Gazzo Veronese, Sorgà, Erbè, Oppeano, Isola Rizza, Albaredo d’Adige, Pressana, Villa Bartolomea, Castagnaro, Terrazzo, Boschi S. Anna, Angiari, Bonavigo.


In provincia di Vicenza: Asigliano Veneto, Pojana Maggiore, Noventa Vicentina, Campiglia dei Berici, Agugliaro, Sossano, Villaga, Albettone, Orgiano, Alonte, Lonigo, Barbarano Vicentino, San Germano dei Berici.
In provincia di Padova: Casale di Scodosia, Castelbaldo, Masi, Megliadino S. Fidenzio, Megliadino S. Vitale, Merlara, Montagnana, Ospedaletto Euganeo, Saletto, S. Margherita d'Adige, Lozzo Atestino, Urbana.
 

A cura dell'Ufficio Stampa della Regione Veneto

( Fonte: http://www.larena.it/dossiers/Comunità/ )

SGOMINATO TRAFFICO DI STUPEFACENTI

Dopo due anni di indagine i carabinieri hanno scardinato un’organizzazione che importava coca e hashish dal Nord Europa

 

I cinque «pezzi forti» dell'organizzazione, ovvero i grossisti, se li sono tenuti per ultimi e li hanno arrestati tra la notte e l'alba di ieri. Attendere due anni prima di incastrare i grossisti della rete di spaccio di hashish e cocaina - rete con le sue maglie nella Bassa e tra le provincie di Rovigo, Mantova e Padova - non è stato uno sfizio dei carabinieri. Erano due anni esatti che i carabinieri di Legnago, Cerea, Sanguinetto, Verona, Este, Castelmassa e Rovigo, lavorano alla complessa operazione «Holland» ma la quadratura del cerchio ha richiesto la giusta dose di pazienza. La raccolta di prove nei confronti dei cinque basisti, infatti, necessitava di essere precisa al millimetro: pedinamenti, indagini, filmati, l'uso di mezzi sofisticati appoggiandosi alla Direzione centrale per i servizi antidroga di Roma e alla collaborazione della Guardia di finanza, hanno permesso di delineare il vero ruolo dei quattro fratelli Fikri - Aziz, 35 anni di Casaleone, Abdelouahab, 33 e Bouchaib, 31 entrambi residenti a Cerea e Mohamed, 26, di Ostiglia - oltre ad un quinto magrebino, Chair Laghzaoui, 29 anni, di Poggio Rusco.


Attorno a questi soggetti gravitavano altre 17 persone, tra italiani e marocchini, che si rifornivano di hashish e cocaina per rivenderla in tutta la Bassa: tutte e 17 sono finite agli arresti per detenzione e spaccio su richiesta del pubblico ministero Carlo Villani, che ha coordinato le indagini. Da febbraio 2006 ad oggi sono stati sequestrati - otto chili di hashish, 500 grammi di cocaina, 500 mila euro in contanti e due auto. Si calcola però, che negli ultimi due anni i 22 arrestati abbiano smerciato una cosa come 30 chili di coca e 120 di hashish per un valore commerciale di 3 milioni di euro.


Questi gli arrestati: Gennaro Di Chiara, 29 anni, di Magnacavallo, Mantova; Massimo Zanini, 32, di Poggio Rusco; Ciro Santoro, 28, di Nogara; Nabil Idrissi, 28, di Cerea; Francesco Montresor, 22, di Nogara; Rida Khalfi, 27, di Legnago; Rudy Osti, 29, di Isola della Scala; Massimiliano Franzoso, 28, di Bovolone; Alì Foughali, 27, di Ostiglia; Nabil Rabia, 24, di Legnago; El Assan El Khouttif, Mourad Et Taia, Andellatif Essahraoui, Khalifa Dahman e El Alami Dahman.


L'operazione «Holland», chiamata così perché la droga veniva comperata dai magrebini in Olanda oppure a Milano, se il mercato estero si presentava scarso, ha preso le mosse tra Cerea e
Casaleone e specialmente grazie al fiuto investigativo dei carabinieri di Cerea. Sono stati costoro a stare alle costole ai fratelli Fikri i quali gestivano, tra Casaleone e Cerea, lecite attività commerciali: due phone center, un bar, una macelleria bazar e un negozio etnico. Destava sospetto il fatto che i negozi, che funzionavano anche per tenere i contatti con gli spacciatori al minuto, non potevano garantire un tenore di vita come quello che avevano i fratelli magrebini. Un rapido arricchimento e l'acquisto, anche in contemporanea, di più attività commerciali, hanno messo la pulce nell'orecchio ai militari dell'Arma. Ma da lì a ricostruire il quadro completo della complessa attività - gestita da personaggi definiti da Francesco Provvidenza, comandante dei carabinieri di Legnago, «scaltri ed intelligenti» - ce n'è voluto.

 

Ci sono voluti due anni esatti. Ma ieri mattina lo sforzo delle forze dell'ordine è stato premiato. Il giudice per le indagini preliminari Enrico Sandrini ha firmato le ordinanze di custodia cautelare in carcere per Aziz, Abdelouahab, Bouchaib e Mohamed (quest'ultimo è in Marocco, però), oltre che per Chakir Laghzaoui, il «concessionario» di Ostiglia e di un altro indagato che è ancora ricercato.
Per avvalorare le loro ipotesi, i militari dell'Arma hanno ascoltato una sessantina di persone, soprattutto coloro che comperavano la droga dagli spacciatori. L'importante operazione, alla quale ha partecipato attivamente anche il nucleo Radiomobile dei carabinieri di Legnago, è stata illustrata ieri mattina in conferenza stampa al comando provinciale dell'Arma.

D.A.

 

 

( Fonte:http://www.larena.it/ultima/oggi/provincia/)

 La Nogara Mare passera più a sud

La Regione e la Provincia hanno accolto tutte le richieste della giunta di Casaleone per il tracciato dell'autostrada Nogara mare.

È quanto è emerso durante la riunione che l'amministrazione ha organizzato per i cittadini che hanno così potuto incontrare i progettisti dell'autostrada che ne hanno illustrato il tracciato e le conseguenze che essa avrà sulla viabilità. La striscia di asfalto passerà infatti a sud di Casaleone ed avrà il casello in località Facciabella, poco più a nord del passaggio della vecchia ferrovia. «Abbiamo avuto la conferma della costruzione della bretella che collegherà il casello a Venera e questo eliminerà il problema del traffico pesante che oggi affigge il centro e la regionale 10», ha commentato l'assessore Rosa Zago.

Non solo: il Comune ha visto accogliere la richiesta di totale salvaguardia della Valli Grandi, che non verranno toccate, e di alcune corti rurali storiche come Castellazzo e Borghesana, nonché di alcuni importanti terreni agricoli. Un’ombra però è rimasta: la costruzione di una seconda bretella che collegherebbe Facciabella a Ca' Persa. «Per ora la Regione non si è esposta, ma sono sicura che anche quel tratto verrà realizzato una volta partiti i lavori dell'autostrada», ha dichiarato Zago che vorrebbe così veder realizzata una vera e propria circonvallazione intorno a Casaleone.
 

In un auditorium gremito anche i cittadini hanno trovato spazio con non poche colorite obiezioni alla costruzione dell'autostrada. Le preoccupazioni maggiori le hanno espresse i coltivatori diretti e coloro che si vedranno espropriati campi e capannoni, angosciati per la perdita economica e per il futuro delle loro attività tanto da chiedere al sindaco lo spostamento del tracciato: chi più a nord, chi più a sud. Altri, invece, si sono detti preoccupati per l'impatto ambientale dell'opera con possibili conseguenze sulla salute degli abitanti. A questo riguardo i tecnici hanno assicurato che l'impatto sonoro e ambientale sarà mitigato da lunghe file di alberi che saranno posizionate vicino l'autostrada e che fungeranno da polmone verde per il paese. Il livello di inquinamento verrà monitorato, garantendo gli standard di qualità dell'aria previsti per legge.

«Comprendo la preoccupazione dei cittadini, ma l'autostrada rappresenta una grossa opportunità per il futuro economico di Casaleone e per altri Comuni che potrebbero avere nuovo sviluppo proprio grazie a questa arteria», ha concluso Zago. Per coloro che avessero obiezioni, ogni mercoledì pomeriggio in municipio è possibile lasciare le proprie richieste all'architetto Mantovani.

F.PO.

Mercoledì 15 Ottobre 2008

(Fonfe: http://www.larena.it/ultima/oggi/provincia/)

 

 

( Fonte:http://www.regione.veneto.it/Notizie/Comunicati+Stampa/Giugno+2008/1065.htm)

 NOGARA MARE.

ASSESSORE CHISSO PRESENTA A LEGNAGO LE OPERE COMPLEMENTARI

 

Comunicato stampa 1065 del 30/06/2008

(AVN), Legnago 30 giugno 2008

L’assessore alle politiche della mobilità della Regione del Veneto, Renato Chisso, ha illustrato oggi a Legnago gli interventi complementari che saranno realizzati e finanziati in provincia di Verona nell’ambito dell’intervento autostradale a costo zero per regione ed enti locali, Nogara- Adriatico. L’opera interesserà complessivamente 26 comuni delle province di Verona e Rovigo, di cui solo due si sono detti preventivamente contrari.  “Rispetto ad una nuova arteria autostradale di circa 87 chilometri – ha fatto presente l’assessore – alla luce anche delle osservazioni dei Comuni e delle prescrizioni della commissione regionale di Valutazione di Impatto Ambientale, sono stati previsti 42 chilometri complessivi di interventi viari complementari, di cui 24 interesseranno la provincia di Verona”.

Le opere riguarderanno il collegamento tra le S.S. 12 e la S.R. 10 interessando i comuni di Nogara e Gazzo Veronese; la Bretella di Casaleone che metterà in collegamento la S.R. 10  e l’autostrada in prossimità del casello di Casaleone; la Bretella di collegamento tra la S.P. 47 del Menago e l’autostrada in prossimità del casello di Casaleone; la Bretella di Casoni Rampin, che baipasserà il centro abitato di Casoni Rampin collegandosi alla S.P. 46 C interessando i Comuni di Legnago e Cerea; il collegamento tra il casello di Legnago e via Rodigina Nord che unirà l’autostrada con la zona ospedaliera di Legnago; il collegamento tra il casello di Villa Bartolomea e la S.S. 499, posizionato per un futuro prolungamento con il nuovo Ponte di Terrazzo; dunque  il sistema delle complanari all’autostrada in comune di Villa Bartolomea per la continuità della viabilità esistente; il sistema delle complanari all’autostrada in comune di Castagnaro.

“L’autostrada – ha precisato Chisso- sarà anche occasione per valorizzare il territorio in quanto proprio con le opere complementari si andranno a risolvere alcuni questioni che da decenni attendevano risposta”. Nel corso dell’incontro l’assessore ha ricordato inoltre che per gli espropri sarà adottato lo stesso protocollo già positivamente sperimentato con il Passante di Mestre, che prevede la triplicazione del valore dei terreni agricoli, la compensazione dei danni diretti e indiretti, la valutazione degli immobili come nuovo costruito e la liquidazione dell’80% della somma concordata alla firma dell’accordo bonario e il rimanente  20% al rogito.

Allo stato attuale è stata inoltre prevista la gratuità per i residenti entro tratti di 16 chilometri per i primi 15 anni di esercizio dell’autostrada. “Ma i benefici – ha precisato Chisso- potrebbero essere ampliati quando il progetto, dopo l’approvazione da parte del CIPE, verrà messo in gara per individuare il soggetto che andrà a realizzare e a gestire l’opera. Voglio ricordare che per la Pedemontana si è arrivati alla gratuità entro tratte di 21 chilometri per 21 anni tutto questo – ha proseguito Chisso – si aggiunge ai benefici diretti per la mobilità e l’economia locale: con l’entrata in funzione dell’autostrada, infatti, per la Bassa Veronese e il Polesine è stato valutato un aumento del PIL dello 0,5%”. Per quanto riguarda i tempi di realizzazione, l’assessore Chisso ha infine indicato che entro il 2008 è prevista l’autorizzazione da parte del CIPE e nei primi mesi del  2009 dovrebbe essere aperta la gara d’appalto, per cui, dopo un successivo passaggio tecnico, verranno avviati entro la fine del 2009 i lavori, che dureranno circa 4 anni.

A cura dell'Ufficio Stampa della Regione Veneto

 VOTO EUROPEE 2009 CASALEONE

 

Liste Voti%
 
Visualizza elenco candidati LEGA NORD 1.50045,19
Visualizza elenco candidati IL POPOLO DELLA LIBERTA' 94028,32
Visualizza elenco candidati PARTITO DEMOCRATICO 50815,30
Visualizza elenco candidati UNIONE DI CENTRO 1514,54
Visualizza elenco candidati DI PIETRO ITALIA DEI VALORI 772,31
Visualizza elenco candidati RIFOND.COM. - SIN.EUROPEA - COM.ITALIANI 341,02
Visualizza elenco candidati LISTA MARCO PANNELLA - EMMA BONINO 300,90
Visualizza elenco candidati FIAMMA TRICOLORE 290,87
Visualizza elenco candidati SINISTRA E LIBERTA' 150,45
Visualizza elenco candidati PARTITO COMUNISTA DEI LAVORATORI 120,36
Visualizza elenco candidati LA DESTRA-MPA- PENSIONATI -ALL.DI CENTRO 100,30
Visualizza elenco candidati FORZA NUOVA 90,27
Visualizza elenco candidati SVP 40,12
Visualizza elenco candidati LIBERAL DEMOCRATICI - MAIE --

Votanti 3439 = 71,33%

Bianche 54 = 1,57.  Nulle 66 = 1,91

 Totale  3.319

 

 EUROPEE 2004

Voti

%

FORZA ITALIA

1.065

30,91

UNITI NELL'ULIVO

668

19,39

LEGA NORD

524

15,21

UDC

302

8,76

ALLEANZA NAZIONALE

295

8,56

RIF.COM.

122

3,54

SOCIALISTI UNITI

63

1,82

LISTA EMMA BONINO

62

1,79

ALTERNATIVA SOCIALE

62

1,79

FED.DEI VERDI

60

1,74

COMUNISTI ITALIANI

40

1,16

DIPIETRO OCCHETTO

38

1,10

PART.PENS.

32

0,92

ALL.LOMB.AUT.

26

0,75

AB.SCORP.VERDI VERDI

23

0,66

PRI I LIBERAL SGARBI

15

0,43

A.P. UDEUR

15

0,43

FIAMMA TRICOLORE

15

0,43

SVP

8

0,23

P.SEGNI SCOGNAMIGLIO

7

0,20

PAESE NUOVO

2

0,05

MOV.IDEA SOC. RAUTI

1

0,02

Totale

3.445

 

 PROVINCIALI 2009 

Candidati presidente e gruppi

Voti

 % 

 

MIOZZI GIOVANNI

2.221

67,63

LEGA NORD LEGA NORD

1.444

46,01

IL POPOLO DELLA LIBERTA' IL POPOLO DELLA LIBERTA'

665

21,19

 Totale

2.109

67,20

 

ZARDINI DIEGO

596

18,14

PARTITO DEMOCRATICO PARTITO DEMOCRATICO

492

15,67

DI PIETRO ITALIA DEI VALORI DI PIETRO ITALIA DEI VALORI

72

2,29

LISTA LOCALE - VERDI DELLA COLOMBA-ECOLOGIA E NONVIOLENZA LISTA LOCALE - VERDI DELLA COLOMBA-ECOLOGIA E NONVIOLENZA

14

0,44

 Totale

578

18,41

 

ROSSI MARIO

157

4,78

UNIONE DI CENTRO UNIONE DI CENTRO

132

4,20

LIGA VENETA REPUBBLICA LIGA VENETA REPUBBLICA

18

0,57

LISTA LOCALE - NOI VERONESI AL CENTRO LISTA LOCALE - NOI VERONESI AL CENTRO

3

0,09

 Totale

153

4,87

 

BERTASO ADRIANO

104

3,16

UNIONE NORD EST UNIONE NORD EST

101

3,21

 

CAMPAGNARI GIUSEPPE

83

2,52

RIFOND.COM. - SIN.EUROPEA - COM.ITALIANI RIFOND.COM. - SIN.EUROPEA - COM.ITALIANI

42

1,33

SINISTRA E LIBERTA' SINISTRA E LIBERTA'

33

1,05

 Totale

75

2,39

 

MAGNABOSCO DAVIDE

55

1,67

LEGA LOMBARDO VENETA LEGA LOMBARDO VENETA

55

1,75

 

PIUBELLO MASSIMO

26

0,79

FIAMMA TRICOLORE FIAMMA TRICOLORE

25

0,79

 

SALA' EZIO

14

0,42

FORZA NUOVA FORZA NUOVA

14

0,44

 

GIACOPUZZI NICOLA

13

0,39

PROGETTO NORDEST PROGETTO NORDEST

13

0,41

 

CAVAZZANA LEONARDO

7

0,21

LA DESTRA - MPA LA DESTRA - MPA

7

0,22

 

REGGIANI CARLO

5

0,15

ACQUA AMBIENTE ENERGIA SVILUPPO TRASP. ACQUA AMBIENTE ENERGIA SVILUPPO TRASP.

5

0,15

 

UGOLI LUIGI

3

0,09

LIBERTA' CIVICA  LIBERTA' CIVICA

3

0,09

 

Totale voti ai candidati presidente

3.284

Totale voti ai gruppi

3.138
 

Vi ricordo che, con una semplice domanda per iscritto: aldo_marchesini@libero.it , potrete modificare, rettificare ed eliminare le eventuali immagini

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