Parabiago – Renzo Rossetti, classe 1925, nato a Casaleone, nel Veronese, da una poverissima famiglia, nel dopoguerra fu l'uomo che "fece letteralmente le scarpe agli italiani". Orfano di padre dall'età di dodici anni, l'imprenditore da bambino si era trasferito a Parabiago, dove nel 1953, assieme al fratello Renato, iniziò l'avventura professionale che lo portò ai vertici dell'industria calzaturiera italiana". Storie come quelle di Renzo Rossetti - scrive infatti Natalia Aspesi nell'introduzione alla biografia «La fortuna di nascere poveri» - non ne esistono più.
La sua come quella di altri grandi italiani dell'impresa e della cultura, appartiene a un'Italia povera, silenziosa, proba, geniale che il tempo con i suoi mutamenti sociali, economici e politici ha cancellato ed è una storia che ho conosciuto solo poco tempo fa, quando il mitico industriale Rossetti mi ha dato timidamente da leggere qualche appunto sulla sua vita».
Il Sindaco legnanese Lorenzo Vitali si è così espresso in merito al lutto: "Con profonda commozione partecipo al dolore della famiglia Rossetti, esprimendo profondo cordoglio anche a nome
di tutta la Città, per la scomparsa di Renzo Rossetti". "Rossetti - ha continuato - ha speso la sua vita e il suo talento nel lavoro, tanto da essere insignito della benemerenza civica nel 2006 con la seguente motivazione: "per aver creato e sviluppato con grande capacità professionale ed imprenditoriale, una realtà produttiva di grande prestigio che ha contribuito allo sviluppo del territorio, esportando nel mondo lo stile e la creatività del nostro paese.
Alla commozione per la conoscenza diretta e l'amicizia che mi lega alla famiglia, aggiungo dunque la gratitudine della città, ad un uomo che tanto ha dato al nostro territorio". Nel mondo degli industriali, in particolare il presidente della confindustria Altomilanese Corrado Bertelli, piangono l' Uomo di straordinaria volontà, il socio curioso, perfezionista e attento a tutte le innovazioni, fino all'ultimo giorno prima di morire, Renzo Rossetti ha portato la griffe Fratelli Rossetti e la moda italiana in tutto il mondo. I primi anni di attività furono durissimi per mancanza di capitali.
Ma già nei primi anni Sessanta la griffe si affermava come leader nel nascente panorama della moda italiana. La sua creatività, unita a un'ossessiva ricerca della perfezione nelle forme, ha portato l'azienda nei primi anni Settanta all'espansione anche fuori dai confini italiani ed europei. Nel 1979 Fratelli Rossetti è stata la prima insegna italiana ad aprire in Madison Avenue a New York, a cui seguirono aperture di boutique nelle più prestigiose vie del mondo. Oggi l'azienda fattura circa 80 milioni di euro all'anno con oltre 300
addetti e 27 negozi di proprietà.
Già da qualche anno i figli Diego, Dario e Luca hanno raccolto l'eredità paterna, cominciando anche a guardare verso i nuovi mercati dell'Est, sempre fedeli ai principi fondativi dell'azienda che parlano di grande attenzione alla qualità attraverso una produzione fatta completamente in Italia. A nome della Redazione esprimiamo le condoglianze alla famiglia ed alle maestranze della F.lli Rossetti.
Il funerale si è tenuto questa mattina alle ore 10 nella chiesa dei Santissimi Gervaso e Protaso, a Parabiago (Milano).



5-8-2010 - Casaleone. Se la moschea, in quanto tale, è abusiva, la si trasforma in un circolo privato. È questo l'uovo di Colombo che ha trovato il sindaco Gabriele Ambrosi per consentire ai musulmani di continuare a pregare ed incontrarsi nell'immobile di proprietà dell'associazione «Mediterranea Onlus» in via Menago 28. Il tutto, naturalmente, in attesa di trovare una soluzione definitiva per uno stabile che è catalogato non come luogo di culto ma come edificio rurale e artigianale. Difatti proprio per questo sull'immobile adibito a ritrovo della comunità islamica grava l'ordinanza dell'ufficio tecnico comunale che impedisce di usarlo come «chiesa». Il sindaco, però, non ha affatto pensato di revocare l'ordinanza poiché «legittima e valida dal punto di vista urbanistico-edilizio». Ha solo «trasformato» i locali di via Menago in circolo privato. Tutto ciò perché «impedire di frequentare lo stabile per pregare poteva creare problemi di ordine pubblico», ha detto Ambrosi. Il quale ha perciò concesso un'autorizzazione transitoria, ricorrendo ad un escamotage che consente ai fedeli di Allah di incontrarsi in via Menago, pur con l'ordinanza in vigore.
La pioggia ha iniziato a cadere poco dopo le 13 di ieri trasformandosi in pochi minuti in un vero e proprio diluvio. I fossati si sono rapidamente ingrossati fino a straripare, allagando le strade, trasformate in torrenti di acqua e fango, che si sono riversati inesorabilmente in abitazioni e scantinati. In cinque ore in alcuni punti sono caduti fino a 150 millimetri di pioggia: un'enormità.
SANGUINETTO (Verona) 22 maggio 2010— Tutto organizzato nei minimi particolari. Prima di esercitare, le ragazze venivano «addestrate» in un appartamento nel Torinese dove veniva persino data loro una dieta speciale da seguire per mantenersi in forma. Gli appuntamenti venivano fissati da una sorta di «call-center» ubicato a Milano, in via Paolo Sarpi per evitare il contratto diretto con le prostitute e sviare eventuali controlli. Una struttura che gestiva più di quaranta squillo cinesi in tutto il Nord Italia. Sono trenta gli appartamenti-bordello, venuti alla luce durante gli 11 mesi di indagini dei carabinieri nelle province di Verona, Vicenza, Padova, Treviso, Torino, Milano, Bergamo e Reggio Emilia. Un’indagine nata a febbraio dello scorso anno a Sanguinetto. 








Legnago. Nel corso dei controlli del sabato sera nelle discoteche per contrastare lo spaccio ed il consumo di sostanze stupefacenti, i militari della Guardia di finanza della compagnia di Legnago hanno individuato alcuni ragazzi, originari di comuni della Bassa veronese, in possesso di pochi grammi di marijuana.

Verona. Nel giro di appena tre settimane la disperazione per la perdita di un figlio è entrata in tre case della Bassa. Tre incidenti stradali hanno spezzato altrettante giovani vite portando sconforto e disperazione in famigliari e amici. La prima vittima è stata Mirko Bonfante, 32 anni, residente a Casaleone, deceduto il 25 settembre scorso, mentre si trovava nel bresciano per lavoro. Nello stesso incidente si sono salvati due colleghi di Bonfante, anch'essi di Casaleone.
CASALEONE. Ennesima razzìa di tabacchi. Questa volta è toccato al negozio «Mille cose» in Piazza del Popolo a Casaleone. E anche questa volta il bottino è stato cospicuo, 15 mila euro in stecche di sigarette, al punto da far pensare che i ladri, prima di agire, si informino non si sa per quali vie delle forniture a disposizione dei tabaccai. Il furto di ieri notte - anzi, erano già le 5 di mattina - è stato preceduto da un altro, nell'abitazione attigua al negozio dove abita il proprietario dello stabile in cui è stata aperta la tabaccheria. Velocissima la visita dei ladri che ne sono usciti con due orologi e un telefono cellulare. Il telefonino è stato abbandonato subito dopo, gettato in giardino. La loro méta era infatti la tabaccheria e forse hanno pensato che si potesse raggiungere dall'abitazione attigua.

